La Nuova Sardegna

Nuoro

La Regione tiene in stallo il nuovo inceneritore

di Giulia Serra
La Regione tiene in stallo il nuovo inceneritore

Macomer, dall’assessorato all’Industria ancora nessuna indicazione sul futuro della Tossilo Spa

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MACOMER. «La questione è: la Tossilo SpA deve vivere o deve morire?». È una domanda che vale quasi 2 milioni di euro – tanto è il debito da ripianare – quella posta ieri, durante l’assemblea dei soci, dall’ingegnere Antonio Delitala, attuale presidente della società pubblica che ha gestito per 20 anni l’impianto di trattamento rifiuti di Macomer. Una domanda che, ora è ufficiale, non solo non ha una risposta chiara, ma neppure un’indicazione di massima. L’assessorato regionale all’Industria, cardine della partita, tace. Il Consorzio industriale, guidato dal commissario straordinario Franco Figus, mette le mani avanti: «Ho sollecitato l’assessorato, ma non ho ricevuto alcuna risposta. Nessuna direttiva sulla riduzione di capitale o sulla prosecuzione della società. Chiedo quindi la sospensione dell’assemblea, perché credo che la discussione possa finire qui».

Nell’aula che ospita la riunione cala il silenzio. C’è imbarazzo per la certificazione di uno stallo assoluto che non fa presagire un buon finale, ma anche una palpabile irritazione. I tre sindaci del Marghine presenti in sala – Sebastiana Carboni per Borore, Francesco Caggiari per Bortigali e Rita Zaru per Noragugume, tutti soci minoritari della Tossilo – non nascondono lo stupore per le mancate decisioni attese da Cagliari ed in capo all’assessora Anita Pili. Il fatto è che l’imminente accensione del nuovo inceneritore di Macomer non lascia più margini ai rinvii: sul piatto c’è la sua gestione e la ricollocazione dell’impianto macomerese all’interno del sistema regionale dei rifiuti. Si deve dunque decidere, dopo un investimento pubblico di quasi 50 milioni di euro, se affidarne le sorti all’uscente Tossilo SpA o selezionare invece un nuovo soggetto, che potrebbe essere pubblico, ma anche privato o misto. Per dare il polso della paralisi dovuta alle mancate indicazioni regionali, il presidente Delitala ha spiegato che la Tossilo non ha potuto rinnovare le polizze fideiussorie – che durano 5 anni – a fronte della scadenza della società fissata per il 31 dicembre 2021. Il mancato rinnovo determina, a sua volta, la sospensione dell’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale, essenziale per operare nel trattamento dei rifiuti. «In questo momento la Tossilo non può neanche gestire l’umido» – ha detto il presidente Delitala mettendo sul tavolo un altro enorme problema. A rispondere nel merito è Franco Figus, che ha garantito la disponibilità del Consorzio di accollarsi l’onere del pagamento delle polizze, necessarie per evitare la sospensione di quella articolata autorizzazione ambientale che avrebbe ripercussioni proprio sull’avvio del nuovo e ora conteso inceneritore. «Siamo seriamente preoccupati – commentano all’unisono i sindaci all’uscita dalla sala – la verità è che stanno esautorando il territorio. Noi vogliamo avere voce nelle decisioni. L’assessora Pili a dicembre ha preso degli impegni, non capiamo questo silenzio assordante. Vogliamo risposte chiare». Il verbale dell’assemblea sarà inviato all’assessora e al presidente Christian Solinas con la richiesta, perentoria, di esplicitare la volontà politica della Giunta regionale sulla più che mai confusa vertenza Tossilo.

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