Denunciati in sei: 560 chili di droga

I carabinieri hanno trovato la canapa nelle aziende L’operazione tra Borore, Bosa e Suni. Valore 280mila euro

MACOMER. Appena un mese fa l’arresto a Silanus di un allevatore che nell’azienda aveva 76 chili di marijuana; qualche giorno fa, a dimostrazione che il settore è in espansione tra il Marghine e la Planargia, sei persone sono state denunciate perché nelle loro aziende avevano complessivamente 560 chili di infiorescenze, per un valore, sul mercato, stimato in oltre 280mila euro. La cannabis (il cui contenuto di principio attivo Thc sarà sottoposto a controllo) era già stata sottoposta a sbocciolatura e separata in sacchetti da un chilo. I controlli sono stati eseguiti a Borore, Bosa e Suni nell’ambito di servizi coordinati disposti dal Comando provinciale di Nuoro ed eseguiti dal Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Macomer, e delle stazioni dei centri interessati (ma anche Montresta).

Le sei persone sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Oristano per detenzione di stupefacenti, per quanto, secondo i coltivatori, la sostanza sequestrata sarebbe canapa sativa e quindi “light”. Sul punto la linea di demarcazione ispirata dal procuratore della Repubblica di Oristano, Ezio Domenico Basso, è molto chiara. Si muove sul solco definito da una sentenza del 2019 delle Sezioni riunite della Cassazione, che precisa che la coltivazione è consentita per le aziende in regola con le autorizzazioni, ma che è invece vietata l’estrazione e la commercializzazione dei derivati che abbiano funzione psicotropa o stupefacente. In altri termini, è vietata la sbocciolatura, questo anche quando la quantità di Thc è dentro i parametri.

A questo proposito, proprio la sentenza della Cassazione non si era limitata a spiegare cosa si ritene vietato, ma avevadato indicazioni anche su ciò che viene ritenuto ammesso e lecito nella coltivazione della cannabis. Ad esempio, la produzione di alimenti e cosmetici, quella di semilavorati per forniture alle industrie, di concime, di materiale per la bioingegneria e la bioedilizia.

I 560 chili di compiuto dai carabinieri non sembrano rientrare in questo ventaglio di possibilità. La denuncia è quindi stata la logica conseguenza.

Sempre nell’ambito della stessa operazione, tra una infiorescenza e l’altra, i carabinieri hanno anche sanzionato due persone trovate a Borore pur non essendovi residenti. La sanzione (400 euro ciascuno) risale alla settimana scorsa, quando nell’isola, arancione per via del Covid, non ci si poteva spostare da un comune all’altro. (si.se.)

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