Ovodda, Sos della sindaca: «Evitate assembramenti»

Oggi si celebra la giornata conclusiva del carnevale noto per l’assenza di regole Nessuna ordinanza per il mercoledì delle ceneri, ma l’invito ad atti responsabili

OVODDA. Chiede buonsenso la sindaca di Ovodda Cristina Sedda ai propri concittadini che oggi, per la prima volta nella storia, dovranno rapportarsi con un mercoledì delle ceneri che giocoforza non potrà essere uguale a quelli passati. Se normalmente l'unica regola per gli ovoddesi è che non c'è nessuna regola in questa giornata dove tutto è permesso, per quest'anno le regole le detta una pandemia che anche nel paese barbaricino ha lasciato un segno profondo sia socialmente che economicamente.

«Non farò un'ordinanza per non uscire il giorno di mercoledì delle ceneri – chiosa la prima cittadina avvisando la popolazione –. Le ordinanze ci sono e sono quelle regionali e nazionali che vietano qualsiasi tipo di assembramento. Non chiamerò l'esercito, un sindaco non ha nessun potere in merito, ma se anche lo avessi mi dispiacerebbe molto anteporre la forza pubblica al giorno più indisciplinato ma più bello dell'anno. Però abbiamo bisogno di reggere ancora un po' – spiega, augurandosi che ci sia uno sforzo collettivo per evitare qualsiasi tipo di comportamento rischioso –, abbiamo bisogno di sicurezza sul fronte Covid, compreso chi nega la veridicità di questo fenomeno».

A novembre 2020 a Ovodda c’erano un'ottantina di persone positive al Covid. «Per bloccare il contagio – dice la sindaca – ho emesso, allora sì, un'ordinanza che prevedeva la chiusura di attività e manifestazioni che prevedessero assembramenti. Sono consapevole che questo ci è costato molto sia per la limitazione della libertà personale che per le attività economiche che sono state costrette a chiudere. Però il 28 gennaio Ovodda è stata dichiarata zona Covid-free in quanto il virus era stato sconfitto, con le persone positive guarite e zero persone in quarantena. È chiaro che se ora non si presta l'attenzione necessaria, e non si continuano a osservare le prescrizioni, il virus può ripresentarsi più virulento che mai. E se pure crediamo di essere immuni tutti noi abbiamo a casa figli piccoli, nonni anziani, frequentiamo persone con patologie sanitarie gravi, che non hanno certamente bisogno di vedere aggravata la loro vulnerabilità per via della nostra leggerezza. Noi non siamo una comunità che non ha contatti con l'esterno né possiamo contrastare il virus chiudendo le strade».

«Per contrastare il virus c'è bisogno di ragionevolezza – conclude nel suo accorato appello – e autocontrollo, cosa non mai facile e ancora meno in giorni come questi. La mia speranza è che nonostante tutto, il buon senso prevalga e che le manifestazioni legate al carnevale siano semplicemente rinviate all'anno prossimo».

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