La Nuova Sardegna

Nuoro

Rocca, udienza per risarcire la figlia

di Simonetta Selloni
Rocca, udienza per risarcire la figlia

Il dentista di Gavoi che uccise la moglie il 6 maggio dovrà comparire in tribunale

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GAVOI. Il 6 maggio (alle 9.45) Francesco Rocca, il dentista di Gavoi condannato all’ergastolo per aver ucciso la moglie Dina Dore, si troverà davanti al giudice civile del tribunale di Nuoro Federica Meloni, nella causa promossa dalla figlioletta per il risarcimento dei danni patiti a seguito del delitto. Sarà la prima udienza della causa sostenuta dalla tutrice della ragazzina (ha 13 anni) attraverso l’avvocata Annamaria Busia. Un percorso obbligato visto che la piccola, al processo nei confronti del padre, non si era costituita parte civile: per lei l’avrebbe dovuto fare il tutore che però non lo aveva fatto. Privandola così del diritto di richiedere un risarcimento, una situazione paradossale alla quale ora mette riparo la causa civile. C’è infatti da dire che la legge 4 del 2018, che tutela gli orfani dei crimini domestici, è stata approvata successivamente rispetto al delitto, che risale al 26 marzo 2008. Ora, la norma – di cui l’avvocata Annamaria Busia è stata ispiratrice – prevede che il pubblico ministero che procede per l’omicidio del coniuge, debba verificare se ci siano figli minorenni o economicamente non autosufficienti, e richiedere, in ogni stato e grado del procedimento, il sequestro conservativo dei beni dell'indagato a garanzia del diritto al risarcimento dei danni civili subiti dai figli della vittima.

La richiesta risarcitoria partirà dalla mancata corresponsione del mantenimento nei confronti della figlia da parte di Francesco Rocca. La ragazzina è affidata alla sorella di Dina Dore, e in tutti questi anni il padre non ha mai contribuito alle spese per quel che serve per far crescere una bambina e ora un’adolescente. Non è stata fatta una quantificazione, che l’avvocata Busia ha demandato al giudice. Ci sono poi anche i danni subito a seguito del reato, e anche questi dovranno essere quantificati. Tutto ciò mentre la madre e le sorelle di Rocca hanno intentato una causa per spogliarlo dei suoi beni, che loro ritengono debbano rientrare nell’asse familiare «a garanzia del patrimonio della figlioletta». L’8 aprile (altro giudice), si discuterà sempre a Nuoro anche quella causa.

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