Nuoro, dentisti esclusi dai vaccini Covid: il caso in Regione

Interrogazione di Leu sulla mancata somministrazione ai liberi professionisti in città e provincia

NUORO. Diventa un caso politico la mancata inclusione dei medici e degli odontoiatri del Nuorese nel piano di vaccinazioni regionale antiCovid. Mentre dentisti e specialisti di varie discipline che lavorano a strettissimo contatti con i pazienti (otorinolaringoiatri, ginecologi, oculisti solo per fare degli esempi) nel resto dell’isola sarebbero stati vaccinati, e addirittura a Cagliari si parla di dosi somministrate a medici in pensione, nel Nuorese e in Ogliastra i liberi professionisti della sanità (circa 150) e i loro assistenti (almeno altrettanto, ma in molti studi medici operano tre, quattro o più collaboratori) non sanno ancora quando toccherà a loro. Di questo malumore si è fatta interprete con forza la presidente dell’Ordine provinciale, Maria Giobbe, che denuncia senza mezze misure un’evidente discriminazione che accade proprio a pochi giorni dall’incontro all’Eliseo con i vertici Ats e l’assessore regionale Mario Nieddu (dentista pure lui, fra l’altro) sul precario stato di salute della sanità nuorese.

Rischio di contagio. Ora il caso approda in consiglio regionale per iniziativa di Daniele Cocco ed Eugenio Lai di Liberi e Uguali. Dopo aver premesso che «in tutto il territorio regionale sono iniziate, e nella maggior parte dei casi concluse, le vaccinazioni antiCovid di tutto il personale sanitario e socio-sanitario compresi i medici che esercitano in regime di libera professione», i due consiglieri regionali evidenziano come «la Assl di Nuoro non ha ancora provveduto a vaccinare i medici liberi professionisti che esercitano a Nuoro e nei distretti di Nuoro, nonostante sia da tempo in possesso degli elenchi dei professionisti da vaccinare e nonostante le ripetute richieste da parte dell’Ordine dei Medici».


Cocco e Lai ricordano come «il ritardo, o peggio l’interruzione, delle procedure di vaccinazione dei medici liberi professionisti di Nuoro determina oltre che un rischio per la loro salute, in quanto esposti allo stesso rischio di contagio degli operatori sanitari e sociosanitari, un grave rischio per la sicurezza sanitaria delle persone più deboli con cui vengono a contatto». Per queste ragioni chiedono alla giunta regionale di conoscere le ragioni del ritardo e tempi certi per le procedure di vaccinazione.

Promesse disattese. Ma quali sono le ragioni del ritardo? Per quali motivi la procedura di vaccinazione data per imminente nei giorni scorsi dalla stessa responsabile per il piano Maria Carmela Dessì all’improvviso è saltata? Il fatto è che i vaccini stanno arrivando a Nuoro con molta lentezza e in dosi ridotte rispetto a quelle annunciate, al punto che la commissaria straordinaria dell’Assl Gesuina Cherchi proprio in questi giorni, secondo indiscrezioni, ha dovuto battere i pugni sul tavolo perché il flusso dei vaccini non subisse ulteriori rallentamenti: per fare un esempio, stavano per saltare e subire un rinvio le vaccinazioni degli ultraottantenni, che invece dopo la presa di posizione della commissaria sono cominciate ieri. Ed è stata la stessa commissaria Cherchi a farsi carico della “vertenza” dei libero professionisti, ottenendo a fine giornata, se non una data certa, rassicurazioni sul fatto che i vaccini potrebbero essere somministrati entro alcuni giorni. Dal canto suo, il commissario Ats Massimo Temussi sostiene che non è vero che i liberi professionisti del Nuorese sono gli unici nell’isola a non essere stati vaccinati: «Purtroppo gli odontoiatri non sono stati vaccinati un po’ in tutte le province. La campagna di vaccinazione comunque prosegue, e non vogliamo lasciare indietro nessuno».

Vie legali. Da segnalare infine la presa di posizione dell’Andi (associazione nazionale dentisti italiani), che attraverso il suo segretario del centro Sardegna Davide Montisci fa sapere che, con il supporto del sindacato nazionale, è pronta a muoversi per vie legali per l’ottenimento dei vaccini. «All’inizio della pandemia, lo scorso marzo 2020 – dice Montisci – una delle categorie alle quali fu richiesto di interrompere la propria attività è stata quella degli odontoiatri. Responsabilmente tutti i colleghi hanno fermato le attività per fronteggiare la prima fase della pandemia. Giustamente la categoria era stata considerata una delle attività maggiormente a rischio, vista sia la vicinanza continua col cavo orale dei propri pazienti, sia la tipologia di prestazioni erogate (con aerosol, nella maggior parte dei casi). Assistiamo, però, con non poca preoccupazione, alla confusione organizzativa relativa alla gestione del piano vaccinale nella nostra Regione, seppur con differenze tra le varie province», conclude Montisci.

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