Macomer, in Comune scoppia la polemica sull’igiene urbana

MACOMER. Il gruppo dell’ex minoranza consiliare Uniamoci per Macomer torna all’attacco della giunta guidata da Antonio Succu. A sollevare le polemiche è ancora una volta la gestione del servizio di...

MACOMER. Il gruppo dell’ex minoranza consiliare Uniamoci per Macomer torna all’attacco della giunta guidata da Antonio Succu. A sollevare le polemiche è ancora una volta la gestione del servizio di igiene urbana, da oltre 5 anni in mano alla società cooperativa emiliana Ciclat. A far sbottare il gruppo di opposizione è, quasi a corredo di una serie di inefficienze, una deliberazione del dicembre 2020 con la quale il Comune accoglie la richiesta di apportare delle variazioni negli orari di apertura dell’ecocentro, sottraendo 4 ore al giorno al servizio, per rafforzare lo spazzamento stradale del centro abitato. Uniamoci per Macomer chiede l’annullamento in autotutela di quella che definisce una «stupefacente delibera, dove il giustificazionismo e la sudditanza nei confronti della Ciclat da parte degli amministratori comunali si spinge fino a falsare la realtà dei fatti». Per l’opposizione, «partendo dal presupposto falso che l’ecocentro fosse stato fino ad allora aperto per 10 ore al giorno – come in effetti prevede il contratto di servizio – la giunta comunale ha deliberato di accogliere la proposta della Ciclat di ridurne l’apertura a sole sei ore, che in realtà è l’orario applicato da sempre, con un risparmio per l’appaltatore di circa 25.000 euro all’anno solo per il costo del personale. Le 4 ore di manodopera sottratte all’ecocentro vengono trasferite allo spazzamento delle strade, dando ad intendere che il vero problema del servizio di pulizia di vie e marciapiedi fosse il suo potenziamento e non il mancato rispetto della disciplina precedente che, se applicata, era già tale da garantire una condizione ottimale delle strade». Argomentazioni che sostengono la necessità di avanzare la richiesta di annullamento di un atto di giunta «assunto sulla base di presupposti non veritieri», ma che aprono anche la strada ad una «specifica richiesta al Dirigente del Settore Tecnico per una verifica puntuale sulle violazioni del capitolato e le conseguenti azioni di rivalsa nei confronti dell’appaltatore». Per la minoranza extraconsiliare quanto è accaduto è «un’ulteriore conferma dell’inaffidabilità e delegittimazione di questo esecutivo».

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