«Fibromialgia, l’odissea di una donna»

Pietrina Oggianu racconta in un romanzo-verità i tormenti dovuti alla malattia

NUORO. «Quante volte ti capita di svegliarti al mattino dopo una notte da incubo, con le lacrime agli occhi, sì! ti capita spesso, di svegliarti tutta un dolore e ti ritrovi a piangere senza una precisa ragione, senza un motivo in particolare, o una lite con chi ami e che ne so... piangi piangi e piangi senza un perché». È un tormento sfiancante, la fibromialgia. Sindrome cronica e sistemica che si manifesta con forti dolori diffusi all’apparato muscolo-scheletrico. «È considerata la malattia dell’anima perché purtroppo ancora invisibile a molti medici, ancora oggi in Italia non è stata riconosciuta» racconta Pietrina Oggianu, nuorese d’adozione nello storico rione di San Pietro. Poetessa scrittrice classe 1972, nata a Cagliari, già esordiente con la raccolta di racconti “Il portale della vita” (2014), Oggianu tornerà presto in libreria (questa estate) con “Siamo tutte principesse”, un romanzo in presa diretta «su cosa significa vivere con la fibromialgia». «Racconto il coraggio delle donne costrette a vivere con un corpo ferito ma che non sanguina, racconto il coraggio e la forza di chi affronta una malattia con dignità in una società troppo spesso difficile da vivere e indifferente al dolore» sottolinea Pietrina Oggianu. Costretta a fermarsi, lei stessa, a causa di questa «malattia subdola che colpisce quasi tre milioni di donne».

Nonostante gli ultimi anni siano stati per lei molto duri, ora è pronta a tornare alla carica con questa nuova fatica letteraria. Cresciuta tra i vicoli cari a Grazia Deledda, attingendo giorno dopo giorno alla fonte della “vena poetica” che poi negli anni l’ha portata a ricevere numerosi premi e riconoscimenti, anche dopo il suo trasferimento in quel di Roma, primi anni Duemila, Pietrina Oggianu si concentra adesso sugli ultimi dettagli di “Siamo tutte principesse”. Una battaglia vera e propria. Una battaglia di civiltà. «Mai si era arrivati a un punto così importante nella lunga strada verso il riconoscimento della fibromialgia, malattia che colpisce solo in Italia da un milione e mezzo a quasi tre milioni di persone, per il 90 per cento donne. A fine 2020 – spiega Oggianu – è stata inserita tra le proposte all’ordine del giorno della Commissione per l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), convocata per la prima volta dalla pandemia presso il ministero della Salute. Un passo essenziale e determinante – ma non l’ultimo – per ottenere il pieno riconoscimento da parte del Servizio sanitario nazionale. Uno snodo centrale per far sì che il riconoscimento non resti sulla carta, ma si traduca in esenzioni, certificazioni, disabilità, ciò che davvero può cambiare la vita delle persone a cui la malattia ha già portato via tanto». (l.p.)



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