A Bosa il sindaco chiede l’hub per le vaccinazioni

Sull’onda dei contagi il primo cittadino sollecita l’Assl per l’istituzione di un centro per il territorio

BOSA. Il sindaco Piero Franco Casula spinge sull’acceleratore e chiede in tempi rapidi una risposta alla richiesta di istituire a Bosa un centro stabile dove effettuare tamponi molecolari e vaccini, che possa dare risposta all’intero territorio della Planargia. Dopo la missiva inviata la scorsa settimana, il 13 aprile Casula, sull’onda anche della situazione sempre più complicata in tema di contagi nella città del Temo, ha messo nuovamente nero su bianco le motivazioni della richiesta, attraverso una Pec che sollecita Ares, Assl di Oristano e Sisp ad una risposta in tempi celeri. Per il sindaco di Bosa la creazione di hub per tamponi e vaccinazioni «eviterebbe la movimentazione di migliaia di persone, molte delle quali anziane o con patologie importanti, in direzione Oristano. Persone che dovrebbero viaggiare da sole, con tutto ciò che ne potrebbe conseguire».

Ma nella lettera non manca l’ennesima tirata d’orecchi sul tema del dialogo tra sanità e amministrazione locale, più volte emerso nelle scorse settimane. Per il sindaco di Bosa i vi sarebbe una «totale assenza di comunicazioni e informazioni da parte del Sisp sulle giornate di vaccinazione, organizzate senza nessun avviso pubblico e senza comunicazioni al sindaco in qualità di autorità sanitaria locale».

In tema di logistica invece le cose a Bosa sono andate per il verso giusto, rimarca la fascia tricolore. Sia nella tre giorni di vaccinazione prevista dalla Asll per gli ultra ottantenni e le persone fragili a fine marzo, sia nella giornata di screening organizzata nel piazzale Pischedda a Bosa Marina l’otto aprile, quando vennero effettuati poco meno di 500 tamponi in poco più di due ore. Il tutto grazie alle capacità del Comitato della Croce Rossa di Bosa, al coinvolgimento di polizia municipale e barracelli, alla collaborazione delle forze dell’ordine, senza contare la disponibilità di numerosi operatori sanitari. Insomma, per il sindaco, Bosa ha tutte le carte in regola per ottenere una postazione fissa dove effettuare tamponi e vaccini. Il sindaco chiede però una risposta in tempi rapidi, anche perché la stagione estiva si avvicina e a Bosa la colonna economica portante dell’economia turistica, che da un anno soffre non poco, ha necessità di operare in un contesto di assoluta sicurezza, sia pur nei limiti scanditi dai “colori” delle misure legate alla prevenzione e delle conseguenti limitazioni. Quella della nascita di un hub nella città del Temo «è una necessità che non si può trascurare e rinviare in eterno. In tutto il territorio abbiamo 15.000 abitanti circa».

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