La Nuova Sardegna

Maltempo

Ciclone Harry, nell’isola milioni di danni: «Deliberato stato di emergenza»

di Ilenia Mura
Ciclone Harry, nell’isola milioni di danni: «Deliberato stato di emergenza»

I sindaci chiedono certezze su risorse e cantieri. Colpiti anche colture e settori produttivi, Fipe e Confagricoltura: «Servono risposte rapide»

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Cagliari Troppo presto per fare una stima dettagliata e precisa dei danni: «Sono ingentissimi, parliamo di milioni di euro», ha detto in serata la presidente della Regione, Alessandra Todde

«Con l’assessora Laconi abbiamo interloquito con tutti i sindaci, attraverso la Protezione civile, per chiedere loro di dichiarare lo stato di emergenza, in modo da poterli inserire in un circuito di ristori e di quantificazione dei danni. Questo ci porterà a discutere in Giunta la dichiarazione dello stato di emergenza regionale (che è stata poi approvata nella seduta successiva, ndr) – così da essere pronti per il passaggio in Consiglio dei Ministri», ha dichiarato Todde.

Territori quasi in ginocchio, strade e litorali distrutti. Molte spiagge non esistono più: le mareggiate hanno cancellato baie paradisiache come Cala Goloritzè e Cala Mariolu, fra le più belle del mondo. Da Cagliari alla costa orientale della Sardegna: per fortuna si contano solo i danni materiali.  «I colleghi sul campo nei Comuni hanno segnalato le maggiori criticità – da Alà dei Sardi a Galtellì, passando per Tempio, Gairo, Arzana, il Sarrabus e i centri del sistema Posada, senza dimenticare Capoterra», ha dichiarato il direttore generale della Protezione civile regionale, Mauro Merella. Ma c’è attesa dei sindaci che chiedono certezze su risorse e cantieri. Il maltempo poi ha colpito anche colture e settori produttivi. Confagricoltura: «Servono risposte rapide». Anche l’itticoltura è in ginocchio: gli allevamenti di cozze e ostriche sono stati devastati dalle mareggiate. 

«Ho avuto la possibilità di parlare sia con il ministro Salvini sia con il vicepresidente del Governo, Tajani, ed entrambi mi hanno assicurato che il Consiglio dei Ministri sarà convocato tempestivamente per discutere dello stato di emergenza. Per quanto riguarda la quantificazione dei danni, dobbiamo fare un esercizio serio: i danni sono ingentissimi, parliamo di milioni di euro, ed è fondamentale prendersi il tempo necessario per misurarli correttamente, così da poterli ristorare in modo adeguato. Ho ricevuto rassicurazioni dal Governo sulla disponibilità delle risorse, anche attraverso fondi europei. Il contesto è complesso e merita attenzione e risposte a tutto tondo», ha aggiunto la Presidente.

  • I sopralluoghi

«La conta dei danni è già iniziata in maniera puntuale con i primi sopralluoghi effettuati», ha sottolineato l’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi. «È importante evidenziare che non si tratta soltanto di danni infrastrutturali, ma anche di danni ambientali: le nostre coste hanno subito gravi conseguenze e molte spiagge risultano completamente scomparse. Si tratta di un’erosione costiera significativa, con la quale dovremo confrontarci».

  • Nei litorali

Secondo una prima stima della Fipe Confcommercio Sud Sardegna, per esempio, solo lungo il litorale di Cagliari tra le 15 e le 20 attività risultano gravemente compromesse, con attrezzature distrutte, locali allagati e intere stagioni di lavoro cancellate in poche ore. C’è chi se la caverà con cinquemila euro e una giornata di lavoro con il falegname. Ma c’è anche ci dovrà sborsare oltre cinquantamila euro. «Siamo di fronte a una situazione che va ben oltre ogni previsione», ha dichiarato il presidente di Fipe Confcommercio Sud Sardegna, Emanuele Frongia.

Nel corso del sopralluogo, il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, ha ribadito la necessità di una puntuale quantificazione dei danni. I tecnici della Protezione civile regionale, insieme a quelli comunali, sono già operativi sul territorio. È stato inoltre evidenziato quanto sia fondamentale consentire ai sindaci di utilizzare lo strumento delle “somme urgenze”, poiché in diversi casi i danni riscontrati superano le capacità dei bilanci comunali.

«È necessario evitare che i sindaci abbiano timore di intervenire per paura di generare debito di bilanci», ha evidenziato Ciciliano, «questo strumento consente di attivarsi immediatamente per far fronte alle contingenze più urgenti, rinviando a un secondo momento la stima complessiva dei danni». Il Capo Dipartimento ha espresso soddisfazione per la sinergia e la collaborazione istituzionale che hanno permesso una gestione coordinata dell’emergenza e che, grazie anche alle attività di prevenzione, hanno consentito di non registrare danni alle persone.

Ad accompagnare Ciciliano anche il responsabile dell’Ufficio Gestione Emergenze del Dipartimento nazionale, Luigi D’Angelo

  • La protezione civile

Ciclone Harry è emergenza nazionale. Merella ha ringraziato il Dipartimento nazionale per l’invio di una delegazione di tecnici, presenti in Sardegna da martedì sera, a supporto del coordinamento delle attività di quantificazione dei danni. Riconoscenza è stata espressa a Vigili del Fuoco, CFVA, Forestas, Arpas ed Enas per il costante raccordo e la sinergia dimostrata in questi giorni.

  • Viabilità

Proseguono intanto le operazioni di ripristino della viabilità e di rimozione di acqua e detriti, con il fondamentale supporto delle organizzazioni di volontariato di Protezione civile, attivate dai Comuni e dalla Sala Operativa Regionale Integrata, che hanno lavorato senza sosta.

La statale 195 “Sulcitana” è stata parzialmente riaperta, mentre fino alla fine di gennaio rimarrà chiuso il primo tratto, strategico per chi deve raggiungere Capoterra e oltre dall’area metropolitana di Cagliari. Il traffico è stato dirottato sulla strada consortile della zona industriale di Macchiareddu dove oggi 22 gennaio si sono registrate file interminabili. Per questo Cacip e Confindustria chiedono un intervento immediato. 

Dalle prime valutazioni emerge come il Sistema regionale di Protezione civile abbia risposto in maniera efficace e coordinata. Un risultato reso possibile anche grazie al comportamento responsabile dei cittadini, che hanno seguito le indicazioni ufficiali e adottato le corrette misure di autoprotezione, contribuendo a ridurre al minimo i rischi.

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