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Nuoro

Flash mob in piazza a Bosa «È fondamentale riaprire»

di Alessandro Farina
Flash mob in piazza a Bosa «È fondamentale riaprire»

La disperazione di una settantina di piccoli operatori riuniti dal tam tam via social «Serve una programmazione seria, altrimenti siamo destinati a morire tutti» 

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BOSA. Il Covid-19 morde ancora, ma anche l’economia locale in prevalenza legata a servizi e commercio, dopo oltre un anno di pandemia e relative misure di contenimento dal contagio, mostra segni sempre più evidenti di sofferenza. Palesi, nel flash mob improvvisato che si è tenuto ieri in piazza IV Novembre, dove una settantina di operatori si sono ritrovati, previo tam tam via social. Per qualche minuto, con mascherina e distanziati, sull’onda delle rivendicazioni della manifestazione in programma a Cagliari, sono comparsi i cartelli di protesta, per dimostrare che anche a Bosa la situazione è per molti drammatica. È un tessuto soprattutto di imprese familiari, quello locale, dei servizi, dell’accoglienza, della ristorazione, del commercio, collegato ad un indotto non meno importante in tema di occupazione. «Siamo disperati e la situazione peggiora tra chiusure e riaperture dei nostri esercizi» spiega il titolare di un salone di parrucchiere. «Comprendiamo perfettamente la situazione sanitaria, non è questo il problema. Che però non è neanche legato, per quanto riguarda i contagi, alle piccole attività come quelle presenti in questo territorio» spiegano i rappresentanti sindacali di Ascom Confcommercio Vincenzo Vadilonga e Confesercenti Oscar Addis. «La stragrande maggioranza delle attività già in zona gialla o arancione vedeva passare giornalmente pochi clienti. Tutti i nostri esercizi hanno attuato i protocolli di prevenzione richiesti, con i conseguenti oneri economici. Malgrado questo alla fine, magari con poco preavviso, ancora una volta si deve chiudere, per settimane. Crediamo invece che si possano garantire le aperture rispettando appunto quei protocolli» una delle richieste anche da Bosa. In piazza Monumento fa capolino il vice sindaco e assessore al Turismo Alessandro Campus. «Siamo vicini agli operatori e comprendiamo le ragioni di sofferenza e rivendicazioni» commenta. «Speriamo che le condizioni migliorino e questo possa permettere al più presto la riapertura delle attività. La nostra amministrazione cerca, attraverso le misure che per un Comune è possibile mettere in campo, di venire incontro» conclude. «Serve una programmazione seria, in particolare per le strutture turistiche dell’accoglienza. Le nostre attività devono avere il tempo di programmare» rimarca Marco Francesco Mannu, titolare di un albergo diffuso. Insomma la preoccupazione anche a Bosa, come nei paesi dell’altopiano dove parte dell’economia ruota attorno al turismo, cresce e si fa sempre più palpabile la preoccupazione di possibili chiusure.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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