«Nuovo acquedotto, ancora silenzio»

Il sindaco Antonio Succu chiede un vertice ma non ottiene alcuna risposta

MACOMER. Tutto tace. È trascorso poco più di un mese da quando il sindaco di Macomer, Antonio Succu, ha inviato una lettera ai vertici di Abbanoa richiedendo un incontro per discutere della condotta che da Scano Montiferro potrebbe portare l’acqua nel centro del Marghine. «Al momento – precisa il primo cittadino –, non esiste una data, visto e considerato che non ho avuto nessuna risposta». È il 10 marzo quando, dopo l’ennesimo disservizio che lascia a secco numerosi quartieri della città, Succu decide di scrivere al gestore unico del servizio idrico integrato auspicando che, nel più breve tempo possibile, venga convocata una riunione alla quale invita anche Antonio Flore, sindaco del piccolo paese del Montiferru. «Trovo ingiustificabile il silenzio di Abbanoa che ha nella sua gerarchia, tecnici e funzionari in grado di fornire le indicazioni necessarie. La nostra comunità – tuona –, necessita di conoscere quale sarà il futuro del suo approvvigionamento». Una matassa, quella legata al cosiddetto “oro blu”, non semplice da sbrogliare. Le speranze degli abitanti macomeresi di approvvigionarsi dalle fonti di Sant’Antioco trova proprio nella popolazione locale e in chi l’amministra non poche ritrosie. Il timore è che fornendo l’acqua a un altro centro, le abitazioni e le aziende zootecniche del paese corrano il rischio di rimanere senza. «È già accaduto molti anni fa quando la vecchia condotta serviva Macomer e altri 32 paesi – ha dichiarato Antonio Flore poche settimane fa –. Non posso e non voglio permettere che episodi del genere abbiano a ripetersi, specialmente nella stagione estiva. La nostra gente vive di pastorizia e agricoltura. L’acqua è indispensabile per l’economia e il turismo del territorio». Una presa di posizione netta che, nonostante tutto, aveva portato il sindaco ad accogliere con favore l’invito di Succu. «Siederò al tavolo in rappresentanza della mia comunità. Sia chiaro che farò valere diritti sacrosanti. Non accetterò scelte calate dall’alto. È giunto il momento che Scano Montiferro riceva qualcosa in cambio, perché finora ha sempre e soltanto dato». Come più volte ribadito, a detta del primo cittadino macomerese, la realizzazione di un nuovo acquedotto non penalizzerebbe in alcun modo né gli abitanti di Scano Montiferro né l’habitat naturalistico. «Sarebbe la soluzione migliore e più naturale – rimarca –. Considerato che il pompaggio avviene con grande dispendio energetico e di denaro dai pozzi di Bosa. Troppo il dislivello tra la località costiera e Macomer».



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