La Nuova Sardegna

Nuoro

«Vaccini, territorio in forte ritardo»

di Alessandra Porcu
«Vaccini, territorio in forte ritardo»

La denuncia dei sindaci di Silanus e Bortigali: pazienti fragili ancora esclusi

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SILANUS. È un fronte comune quello dei sindaci del Marghine. Uniti nella stessa battaglia per far valere le ragioni di un territorio che, questa la denuncia unanime, non sta ricevendo lo stesso trattamento di altri. Il motivo del contendere è, ancora una volta, la campagna vaccinale. «Continua a esistere troppa disparità tra le diverse zone del Nuorese», denuncia Gian Pietro Arca. Il sindaco di Silanus, portavoce del dissenso, cita, ad esempio, il Distretto sanitario di Sorgono dove, scrive in una nota, «si è già provveduto a inoculare la prima e la seconda dose di Pfizer agli ultraottantenni e ai soggetti fragili. In alcuni paesi si sta procedendo addirittura con l’immunizzazione dei nati nel 1961, grazie alle scorte di AstraZeneca. Invece da noi le attività sono a mala pena partite».

Una tesi avvalorata dai fatti. Questa mattina proprio a Silanus era in programma il richiamo per i grandi anziani. Ma l’assenza del siero ha impedito lo svolgimento delle operazioni. «Non si sa neppure con certezza quando verranno riprogrammate», tuona il sindaco. «Il sistema sanitario deve essere completamente riformato. Troppe le storture che lo caratterizzano e che sono causa di continui disagi e disservizi per le comunità. I responsabili del fallimento di un programma di immunizzazione che evidentemente non funziona, che sta creando oggettive disparità di trattamento tra le varie aree della Sardegna e portando allo stremo amministratori locali e cittadini, in particolare quelli fragili e fragilissimi, dovrebbero dimettersi. Purtroppo continuano a perseverare ciecamente nell’errore».

Parole dure, quelle del sindaco sotto pressione, come tanti suoi colleghi, dopo mesi in cui l’emergenza pandemica ha messo a dura prova un intero sistema sociale. E se da un lato si chiede un nuovo piano vaccinale chiaro, preciso e uniforme, dall’altro ci si appella al senso di responsabilità di ognuno. «Condivido appieno la lotta per il Marghine, allo stesso tempo” – spiega il sindaco di Bortigali, Francesco Caggiari – sento di dover denunciare il reiterarsi di atteggiamenti scorretti da parte di alcuni cittadini. Gli assembramenti fuori dai bar non sono ammessi. Eppure ancora in tanti si affollano fuori dai locali. I pranzi e le cene con decine di commensali sono vietati. Eppure in molti partecipano. La mascherina deve essere indossata sempre in luoghi all’aperto. Eppure in troppi non la utilizzano. Il virus lo portiamo in giro noi», sottolinea il sindaco Caggiari.

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