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cronaca

Il giorno dei generali ma nessuno si presenta

Lanusei. Il processo per i veleni di Quirra alle battute finali, ieri in aula nessuno degli 8 ex comandanti


23 aprile 2021


LANUSEI. Il giorno dei generali è arrivato. Nella sala consiliare di Scal’e Murtas dell’ex provincia Ogliastra trasformata in aula di giustizia, gli otto ex comandanti della base militare di Perdasdefogu a processo per i veleni di Quirra, tuttavia non si sono presentati. Hanno preferito evitare l’esame che si sarebbe dovuto tenere di fronte al giudice monocratico del tribunale di Lanusei Nicole Serra. Avrebbero potuto optare per delle dichiarazioni spontanee ma nessuno di loro ha varcato la soglia dell’edificio dove si stanno celebrando le battute finali di un processo lunghissimo che, anche ieri, ha riservato qualche sorpresa. Se la difesa ha rinunciato all’esame dei suoi ultimi testimoni – a parte un alto ufficiale della Marina che verrà sentito nell’udienza del 6 maggio, giorno in cui verrà calendarizzata anche l’imminente discussione – le parti civili hanno chiesto di sentire l’allora presidente della Regione Renato Soru e la sua assessora alla Sanità, Nerina Dirindin. L’istanza è stata però rigettata dalla giudice che invece si è riservata sull’istanza, ancora una volta inoltrata dalla parte civile di acquisire la documentazione relativa all’inchiesta della commissione parlamentare sull’uranio impoverito, presieduta da Gian Piero Scanu, che aveva riguardato anche le basi militari della Sardegna. L’udienza si è conclusa velocemente tra le richieste delle parti civili e l’elencazione dei documenti che, secondo la difesa smonterebbero l’impianto accusatorio contro Fabio Molteni, Alessio Cecchetti, Roberto Quattrociocchi, Valter Mauloni e Carlo Landi, Paolo Ricci, Gianfranco Fois e Francesco Fulvio Ragazzon, tutti accusati di omissione aggravata di cautele contro infortuni e disastri perché non avrebbero interdetto al pubblico le zone militari nel poligono militare interforze del salto di Quirra dal 2004 al 2010. L’esigenza di arrivare quanto prima alle fasi finali del dibattimento, requisitoria dei due pubblici ministeri Daniele Loi e Biagio Mazzeo e arringhe del collegio difensivo composto da Leonardo Filippi, Andrea Chelo, Giandomenico Tenaglia Francesco e Pierfrancesco Caput, è stata formulata anche da un dei pm, il procuratore Biagio Mazzeo. «Questo processo, con le sue settanta udienze – ha dichiarato in aula Mazzeo – si è rivelato lunghissimo». Un processo che, tra interruzioni varie, si è protratto per oltre sei anni e sul quale incombe la spada di Damocle della prescrizione. (g.f.)

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