La Nuova Sardegna

Il racconto

«Pronto? Qui è la Banca». Così Patrizia ha perso 15mila euro. L’appello: «Non fidatevi»

di Serena Lullia
«Pronto? Qui è la Banca». Così Patrizia ha perso 15mila euro. L’appello: «Non fidatevi»

La donna racconta la sofisticata truffa di cui è stata vittima: telefonate dal vero numero del suo istituto di credito, una email della polizia e parole studiate per rassicurare

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Sassari È successo in meno di due ore, di sabato pomeriggio. Quando le banche sono chiuse e il livello di guardia ha il passo lento del fine settimana. Alle 15.53 il telefono di Patrizia Martini, ex insegnante di 67 anni, originaria di Nuoro ma residente ad Alghero squilla e sul display compare il numero ufficiale della sua banca. Alle 17.50 la linea cade, l’inganno si spezza e lei capisce di essere stata truffata. Dal suo conto nel frattempo sono spariti i risparmi di una vita. Quasi 15 mila euro. In mezzo, una frode informatica costruita con precisione chirurgica, fatta di telefonate dal numero clonato dell’istituto di credito, una falsa email della Polizia di Stato e parole studiate per rassicurare, convincere, guidare.

Come è avvenuta la truffa

«Quando il telefono ha squillato – racconta Patrizia – ho risposto senza esitazione. Dall’altra parte una voce calma, competente, si è presentata come servizio antifrode. Mi hanno detto che erano in corso operazioni sospette sul mio conto e che, essendo sabato, solo loro erano operativi. Mi ripetevano "Stia tranquilla”, “Siamo qui per aiutarla”. Poco prima avevo ricevuto una mail nello spam, apparentemente inviata dalla Polizia di Stato in cui venivo invitata a collaborare con la banca per la cancellazione di operazioni sospette». In effetti risultava un tentativo di pagamento da un dollaro, respinto su una carta già bloccata per frode. «Tutto sembrava combaciare. Mi sono fidata. Mi hanno guidata passo dopo passo, senza mai farmi chiudere la telefonata. Mi hanno chiesto di installare un’app di sistema, “Assistenza rapida” di Microsoft. Dicevano servisse per mettermi in sicurezza. In realtà, senza che io lo sapessi stavano entrando nel mio pc».

Da quel momento iniziano le operazioni: modifiche ai limiti dei bonifici, giroconti, bonifici istantanei. «A me venivano presentati come “blocchi” e “cancellazioni” di movimenti fraudolenti. Dopo ogni passaggio mi chiedevano di fare una foto alla schermata di conferma. Dicevano che sarebbe servita per la denuncia. La linea Internet poi si è interrotta, ho chiamato il commissariato di Alghero e solo allora ho capito di essere stata vittima di una truffa». 

«Non siamo idioti, ma vittime»

«Dopo 15 giorni di prostrazione, a rivivere frame dopo frame quella telefonata, cercando di trovare un dettaglio a cui avrei potuto appigliarmi per smascherare quei ladri, ho deciso di raccontare la mia storia per mettere in guardia altre persone che potrebbero finire nella stessa rete e per dire a chi ne è stato vittima che nessuno di noi si deve sentire un idiota – dice -. Sono finita dentro una truffa ben organizzata, studiata in ogni dettaglio. Fate attenzione».

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