Domani la città ricorda gli eroi della Resistenza
di Francesco Pirisi
Cerimonia in cimitero con un limitato numero di persone davanti al sacrario L’Anpi rappresenterà tutti i partigiani che hanno restituito l’onore all’Italia
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NUORO. La comunità domani sarà dentro i fatti e i sentimenti della Festa della liberazione con l’omaggio agli eroi partigiani locali. Saranno ricordati Antonio Mereu, classe 1920, di Nuoro, ucciso nell’ottobre del ’44 dai tedeschi, e gli altri soldati caduti nella seconda guerra mondiale. La cerimonia in cimitero è prevista per le 9,30. Limitato il numero delle presenze davanti al sacrario, per le norme anti -Covid. Nella delegazione il sindaco, Andrea Soddu, il “vice”, Fabrizio Beccu, il presidente del consiglio comunale, Sebastian Cocco. Sarà presente il prefetto, Luca Rotondi. L’associazione Anpi, con il presidente Graziano Pintori, rappresenterà tutti i partigiani della guerra e coloro che nell’attualità rendono vivo il passato sacrificio per la libertà dell’Italia. Presenti anche i dirigenti della Cgil. Prevista la deposizione di una corona, insieme a un cuscino di fiori nella lapide di Mereu. La delegazione istituzionale sarà poi in città, davanti alle targhe che commemorano altri eroi della Resistenza. La prima tappa in via Roma, per ricordare il partigiano di Orani, Piero Borrotzu. La successiva in via Lamarmora, per l’omaggio a Francesco Piredda. In via Zidda, sindaco, prefetto, Anpi e Cgil sosteranno in raccoglimento davanti alla targa in memoria di Michele Zidda. Tappa anche in piazza Italia, davanti al “murale” sulla resistenza, del docente toscano, Francesco Del Casino. Il ricordo del tenente Mereu, della brigata “Bianconcini Garibaldi”, quest’anno ha il compito di riunire l’affetto e l’ammirazione della città nei confronti di quei giovani che tra l’armistizio del ’43 e la liberazione hanno offerto la vita per venire fuori dalle tenebre del nazifascismo. Il 24enne di Nuoro fu ucciso proprio dai tedeschi, a Brighella, in Romagna. Partecipava a una riunione di capi partigiani che organizzavano di passare le linee naziste per riunirsi agli alleati anglo-americani e lavorare per la liberazione del territorio occupato. Qualche anno fa sulla sua figura è arrivata all’Anpi una lettera da Ravenna, da parte di Giuseppe Bartoli, un partigiano che conobbe e vide in azione Mereu, ribattezzato “Attila”, dai compagni di lotta. «Mereu era un mito della brigata Garibaldi – scrive il compagno d’armi ravennate –. Mi è rimasta impressa la sua figura fiera e maschia, di vero sardo e una decorazione, la croce di quercia, che portava sul petto, e che era stata di un alto ufficiale tedesco, da “Attila” catturato o ucciso».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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