Fonni recupera la rete sentieristica

Con l’intervento di Forestas verrà messa in sicurezza una rete di 3500 chilometri

FONNI. Montagna tutta da scoprire e da vivere in territorio di Fonni dov’è all’opera Forestas per il ripristino e la messa in sicurezza di una rete sentieristica che si estende su una superficie di oltre 3.500 chilometri. Percorsi che potranno regalare non solo aria pura e panorami mozzafiato coast to coast, ma anche dare la possibilità di incontrare cavalli selvatici, mufloni e assistere al volo delle aquile in un ambiente dove anche la flora è caratterizzata da specie uniche al mondo. «Allo stato attuale si sta procedendo con gli interventi già autorizzati e si sta completando l’iter per gli altri – spiegano dall’Agenzia che snocciola i numeri di un progetto che interessa un territorio dal grande potenziale turistico –. In particolare l’area interessata dagli interventi è di notevole interesse naturalistico, paesaggistico e culturale, e ricade in parte in agro di Fonni e in parte in territorio di Villagrande Strisaili (concesso in enfiteusi perpetua allo stesso comune di Fonni). L’area include il perimetro forestale di Monte Novu che si estende per una superficie complessiva di 3558 ettari e si trova nella parte centrale del massiccio del Gennargentu, inquadrandosi all’interno del Sic “Monti del Gennargentu”. Gli interventi, realizzati direttamente dal personale di Forestas, sono volti alla valorizzazione del patrimonio boschivo con finalità turistico-ricreative e prevedono il ripristino dei sentieri esistenti del Gennargentu che attraversano il presidio forestale di “Monte Novu” fino ad arrivare alle vette più alte della Sardegna: Monte Spada, Punta Lamarmora, Bruncuspina e Punta Paulina.

Possibili percorsi di trekking, in mountain bike e la passeggiata a cavallo o ippovia. Lo sviluppo complessivo comprendente le tre attività è di circa 70 chilometri composto da tratti variabili per altitudine, tipologia vegetativa e morfologia del terreno. Si trovano, infatti, quote in altitudine che variano dai 950 metri all’ingresso della strada statale 389, ai 1.828 metri del rifugio sul Bruncu Spina (tra questi anche un percorso che rientra nel sentiero Italia del Cai). E ancora, tratti con sviluppo in lunghezza di quasi 10 chilometri tra “Genna Duio” e il passo di “Correboi” con una minima differenza di quota, o tratti con sviluppo di oltre 6 chilometri, e differenze di quote significative come il percorso tra “Arcui is columbos” e la “punta de s’abile” che presenta una differenza di circa 600 metri. Lungo il percorso – concludono – saranno inoltre ripristinate diverse aree di sosta, fontane naturali e vecchi ovili con barracos e pinnetos».

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