«La farmacia dell’ospedale mi nega i farmaci»
di Alessandro Farina
Bosa. La protesta di un paziente grave appena operato nella penisola che deve continuare la terapia
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BOSA. Un paziente di un centro della fascia centro occidentale dell’isola, che chiede di mantenere l’anonimato, non trova per la seconda volta in pochi mesi, nella farmacia dell’ospedale Mastino di Bosa, il preparato da assumere per la terapia prescritta e necessaria dopo un delicato intervento chirurgico. A raccontare l’accaduto un ultra cinquantenne originario di uno dei centri della Planargia, che qualche mese fa è stato operato in un ospedale specializzato della penisola per una grave patologia. «Una volta dimesso – dice – mi è stata prescritta una terapia che prevedeva l’assunzione di una capsula al giorno per un anno, di un medicinale da ritirare solo nelle farmacie ospedaliere».
Tutto è filato liscio oltre Tirreno, ma al rientro nell’isola «prima mi è stato detto che quel farmaco non veniva prescritto in Sardegna perché troppo caro, sostituito dall’assunzione di ben 4 pastiglie al giorno di un altro farmaco. Poi, grazie alla professionalità di uno specialista, ridotte a 2 pastiglie giornaliere di un ulteriore medicina». Lo scorso lunedì l’uomo si è presentato alla farmacia dell’ospedale di Bosa per il consueto ritiro. «Ero lì dalle 7.30 per evitare che l’attesa si protraesse oltre la mattinata, considerato che per le norme Covid, così ci è stato detto, la farmacia apre un solo giorno a settimana e ogni volta si forma una lunga coda. Ma ancora una volta le medicine non c’erano. Qualche mese fa la stessa storia, tanto che passati venti giorni d’attesa me le sono comprate di tasca, affrontando una spesa cospicua che non mi posso permettere» spiega l’uomo.
«Se c’è un piano terapeutico, mi chiedo come sia possibile che la farmacia ospedaliera non abbia quel dato farmaco disponibile», la domanda finale del paziente.
Tutto è filato liscio oltre Tirreno, ma al rientro nell’isola «prima mi è stato detto che quel farmaco non veniva prescritto in Sardegna perché troppo caro, sostituito dall’assunzione di ben 4 pastiglie al giorno di un altro farmaco. Poi, grazie alla professionalità di uno specialista, ridotte a 2 pastiglie giornaliere di un ulteriore medicina». Lo scorso lunedì l’uomo si è presentato alla farmacia dell’ospedale di Bosa per il consueto ritiro. «Ero lì dalle 7.30 per evitare che l’attesa si protraesse oltre la mattinata, considerato che per le norme Covid, così ci è stato detto, la farmacia apre un solo giorno a settimana e ogni volta si forma una lunga coda. Ma ancora una volta le medicine non c’erano. Qualche mese fa la stessa storia, tanto che passati venti giorni d’attesa me le sono comprate di tasca, affrontando una spesa cospicua che non mi posso permettere» spiega l’uomo.
«Se c’è un piano terapeutico, mi chiedo come sia possibile che la farmacia ospedaliera non abbia quel dato farmaco disponibile», la domanda finale del paziente.
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