«L’Archivio di Stato rischia di chiudere per sempre»

La direttrice Poddigue: negli anni è mancata una adeguata programmazione Le attività vanno avanti comunque con la staffetta sul tema “Generazioni” 

NUORO. «Chiudere un Archivio significa non avere più accesso ai documenti versati dai vari Uffici dello Stato, che hanno un valore storico ma anche una utilità amministrativa. È per consentire di portare avanti le pratiche del bonus 110% o di elaborare in tempo una tesi di laurea o perfezionare una pratica legale, che il ministro della Cultura, Dario Franceschini e il direttore generale degli Archivi, Anna Maria Buzzi, hanno imposto l’apertura delle sale di studio anche in zona rossa, anche in periodo di lockdown. Il lavoro nell’Archivio di Stato di Nuoro non si è mai fermato: ora rischia di doverlo fare e per sempre». L’allarme è concreto e la prima a tenere alta la guardia sul caso è Michela Poddigue, direttrice sia dell’Archivio di Stato di Nuoro sia dell’Archivio di Stato di Oristano.

«La comunità che fa capo al capoluogo barbaricino – dice – potrebbe pagare a caro prezzo la mancanza di una adeguata programmazione, anche per quanto riguarda le sedi. Sono tanti gli Istituti italiani ospitati in immobili inadeguati o costosi, mentre diverse sedi demaniali che, soprattutto negli ultimi anni, si sono rese disponibili, versano in stato di abbandono. L’istruzione, la sanità e la cultura non possono rispondere a ferree logiche di mercato, la ricchezza che producono non è monetizzabile».

«Per contro – aggiunge –, la mancanza di nuove leve a cui trasferire quel bagaglio di conoscenze e competenze acquisite negli anni, rappresenta un una perdita che è già di fronte ai nostri occhi». Al lavoro negli uffici di via Mereu, Poddigue sottolinea che «attualmente gli Archivi di Stato vivono una stagione di profonda difficoltà dovuta alla progressiva diminuzione del personale per i recenti pensionamenti e blocco del turnover. In particolare, l’Archivio di Stato di Nuoro, già in sofferenza da diversi anni – evidenzia a chiare lettere la direttrice –, ha raggiunto livelli di guardia: se non si trova personale disposto a trasferirsi almeno temporaneamente in Archivio, la conseguenza è presto detta. Attualmente, operano nell’Ufficio di Nuoro, quattro unità di personale appartenenti a diversi profili, che si fanno carico di tutte le attività, da quella amministrative a quella scientifica, e che il prossimo agosto resteranno in tre».

Nel frattempo, in attesa di tempi migliori, le attività vanno avanti comunque. Per il prossimo 4 giugno è in programma la staffetta archivistico-culturale “A chi passeremo il testimone?”, in occasione della manifestazione “La notte degli Archivi” sul tema “Generazioni”, organizzata da Archivissima, che coinvolge tutti gli Archivi d’Italia, statali e non. L’evento avrà luogo a partire dalle 18.30 nel piazzale dell’Archivio di Stato (nel rispetto delle norme anti-Covid, lo spazio all’aperto destinato all’incontro non permette di ospitare un pubblico numeroso, ma sarà comunque possibile seguire la diretta l’incontro da casa, sul canale Youtube di Archivissima e sulla pagina Facebook dell’Archivio di Stato di Nuoro). Studiosi, archivisti e appassionati di ricerca si incontreranno per riflettere sull’importanza delle fonti documentarie custodite negli Archivi di Stato, imprescindibili per la tutela della memoria collettiva e dei valori di libertà, democrazia e cittadinanza. «Sarà l’occasione – chiude Michela Poddigue – per fare il punto della situazione e decidere quale bagaglio vogliamo trasmettere alle nuove generazioni».

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