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Nuoro

Aggressione al parroco di Talana, la difesa dei giovani imputati chiede il patteggiamento

I carabinieri in casa del parroco dopo la rapina
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I carabinieri in casa del parroco dopo la rapina

La Gup di Lanusei decide nell'udienza fissata il 21 maggio

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LANUSEI. Si è aperto a Lanusei davanti alla gup Paola Murru, il processo nei confronti di Emilio de Rosas, 19 anni di Orosei, e di Oussama Quid Aicha, 20enne di origine marocchina residente a Tortolì, accusati della brutale aggressione a scopo di rapina, il 7 maggio del 2020, ai danni di don Vincenzo Pirarba, parroco di Talana stroncato dal Covid a 79 anni nel dicembre scorso. Gli avvocati degli imputati, Cosimo Forma e Marcello Caddori, hanno proposto il patteggiamento con il pm Gualtiero Battisti: la giudice si è riservata di decidere nella prossima udienza, fissata per il 21 maggio prossimo.

Secondo l'accusa, quella sera del 7 maggio di un anno fa, sarebbe stato De Rosas a svaligiare la casa di San Gemiliano del parraco, nella marina di Tortolì, mentre Oussama Quid Aicha avrebbe tratto in inganno il sacerdote suonando al citofono e chiedendogli di aprire il cancello per poter recuperare un pallone. Dopo l'aggressione, don Pirarba, un'istituzione nella chiesa ogliastrina, era stato ricoverato per varie lesioni. La rapina a suo danno suscitò sdegno e condanna unanimi nel territorio, ma il prelato sin da subito aveva deciso di perdonare i suoi aggressori. (Ansa).

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