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prostituzione minorile 

La teste scagiona l’imputato: «Quei ragazzi erano di casa»

La teste scagiona l’imputato: «Quei ragazzi erano di casa»

NUORO. In aula, davanti ai giudici, la figlia dell’imputato ha definito quei ragazzi, alcuni suoi coetanei e amici, persone di casa. Era normale per lei vederli circolare nell’abitazione del padre,...

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NUORO. In aula, davanti ai giudici, la figlia dell’imputato ha definito quei ragazzi, alcuni suoi coetanei e amici, persone di casa. Era normale per lei vederli circolare nell’abitazione del padre, giocare ai videogiochi o passare del tempo insieme. Quel rapporto “malato e ambiguo” che secondo l’accusa celava il compimento da parte dell’uomo di atti sessuali con minori, per la teste della difesa non c’è mai stato. Ieri mattina è proseguito davanti al collegio il processo a carico di un sessantenne (difeso dall’avvocata Emilai Fois), a giudizio per tentata prostituzione minorile, in quanto avrebbe cercato di abbordare un ragazzo, all’epoca dei fatti non ancora maggiorenne, per poi proporgli di compiere atti sessuali dietro il pagamento di denaro. I fatti contestati sarebbero accaduti in due momenti diversi: uno nel giugno 2014 e l’altro tra l’ottobre dello stesso anno e il mese di luglio 2015, con minori di due paesi diversi. L’indagine, inizialmente coordinata dalla Dda Cagliari era poi approdata alla procura di Nuoro, titolare il pubblico ministero Bocciarelli. Prossima udienza il 24 giugno per l’esame dell’imputato.

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