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Nuoro

Tortolì riapertura dei bar: uno spiraglio di ottimismo

di Lamberto Cugudda
Tortolì riapertura dei bar: uno spiraglio di ottimismo

La possibilità di avere avventori ai tavoli fa riassaporare un ritorno alla normalità Gli operatori: «Ma ora stiamo attenti che i nostri clienti rispettino i protocolli»

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TORTOLÌ. Il ritorno in zona gialla viene salutato con ottimismo da tanti titolari di bar della cittadina costiera. Anche se qualcuno mette in grande evidenza dei problemi. Silvano Scudu, del bar Le Dauphin, lungo la parte terminale del viale monsignor Virgilio, è uno di questi. «Va bene che i clienti si possano sedere al tavolino – dice – ma se uno vuole consumare veloce perché ha un minuto e deve tornare al lavoro, perché non può prendere la consumazione in piedi o anche al bancone? Stamattina, per esempio, per spiegarlo a tre cinesi, ho dovuto veramente sudare sette camicie». Circa 50 metri più avanti, sempre nel viale monsignor Virgilio, risalendo verso la zona più centrale, al Bella Vista bio cafè, Roberto Perino, titolare insieme al fratello, è invece molto soddisfatto.

«La nostra clientela – spiega – ha subito approfittato della possibilità di potersi risedere a tavolino e socializzare. Abbiamo grandi spazi all’aperto. Stiamo attenti a fare in modo che venga tenuto il giusto distanziamento e non si formi il benché minimo assembramento. Spetta anche a noi – sottolinea Perino –, pur fra tantissime difficoltà, controllare che i protocolli vengano seguiti. Spero che, a breve, venga rivisto l’orario del coprifuoco. Per ora non ci lamentiamo».

A 150 metri, al bar Skipper, dotato di una grandissima veranda che si affaccia sul viale, il barman Romolo Murru, si gusta la riapertura, con tanta gente: il locale dove lavora non ha infatti aperto durante la zona arancione. «Ora – dice Murru – ci auguriamo di riprendere a lavorare al meglio, sfruttando i due grandissimi spazi esterni del nostro bar. Speriamo anche nell’arrivo dei vacanzieri e nella possibilità che, a breve, l’orario del coprifuoco possa essere cambiato. Tutte le attività hanno necessità di riprendere a lavorare al meglio».

Se si va verso la zona meno centrale di piazza Fra Locci, al Bar Ferreli, Mariuccina Ferreli spiega che le cose non sono migliorate poi tanto, considerato che il locale non ha una grande veranda all’aperto.

All’altro capo della cittadina, di fronte al poliambulatorio Assl, in via monsignor Carchero, c’è il locale White Coffee Bar, frequentato ogni giorno da decine di persone che devono fare una visita, o anche solo prenotarla.

«Da noi – afferma Sandra Muggiri – le cose non è che siano cambiate più di tanto, considerata l’utenza che abbiamo. È comunque molto importante che una persona anziana, o altri con problemi di deambulazione, possano di nuovo sedersi al tavolino per consumare qualcosa. Per il resto tutto è rimasto uguale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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