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Medici di base in rivolta: «Vaccini anche noi siamo in prima linea»

di Alessandra Porcu
Medici di base in rivolta: «Vaccini anche noi siamo in prima linea»

MACOMER. Il commissario straordinario di Ares/Ats, Massimo Temussi, li ha definiti “i grandi assenti della campagna vaccinale”, ma i medici di base non ci stanno. «In questo lungo e durissimo anno di...

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MACOMER. Il commissario straordinario di Ares/Ats, Massimo Temussi, li ha definiti “i grandi assenti della campagna vaccinale”, ma i medici di base non ci stanno. «In questo lungo e durissimo anno di pandemia – sottolinea la dottoressa Angela Maria Del Rio, da anni in servizio a Borore – ci siamo messi a completa disposizione delle nostre comunità. Abbiamo curato i pazienti, con o senza Covid, effettuato i tracciamenti, interloquito con sindaci e forze dell’ordine. Non ci siamo mai tirati indietro e lo stesso stiamo facendo per riuscire a immunizzare quante più persone possibile. È vero, ci sono ritardi nelle inoculazioni dei sieri a domicilio. Venti dei miei pazienti allettati, ad esempio, aspettano il loro turno. Io sono pronta ad assolvere al mio dovere, ma devo essere messa nella condizione di svolgerlo al meglio. E da sola questo non è possibile. Ho bisogno di un’apposita equipe per operare in condizioni ottimali. Se l’Ats ascolterà le mie richieste e quelle dei miei colleghi, saremo ben lieti di fare ancor più di quello che abbiamo fatto finora».

A difendere i camici bianchi pure il sindaco di Macomer, Antonio Succu. Le dichiarazioni del numero uno dell’Azienda per la tutela della salute hanno spinto il primo cittadino a rimarcare «il contributo tangibile e anche molto importante sotto il profilo dei numeri prodotti. Tutto è iniziato il 31 marzo scorso – scrive Succu in un post su fb – quando il sottoscritto, incoraggiato proprio dal commissario Temussi che, a mio parere, ha sempre creduto nel ruolo dei medici di famiglia in seno alla campagna anti coronavirus, ha incontrato un primo nucleo della medicina di base poi allargatosi ad altri professionisti e ai dottori in pensione. Si è creato un gruppo di volontari cui si sono uniti alcuni sanitari dell’Usca e del Distretto di Macomer. Con questo spirito collaborativo hanno preso avvio le giornate di vaccinazione nel palazzetto dello sport. A occhio e croce – aggiunge il sindaco – credo che siano state immunizzate circa 4500 persone. Un quarto dell’intera popolazione. Merito anche dell’equipe mobile e dell’ufficio di Igiene pubblica cittadino. Da oggi l’hub sarà operativo due volte a settimana per imprimere un’accelerata alla campagna di immunizzazione».

«Sabato scorso – rimarca Succu – col supporto di un’infermiera, abbiamo avviato la vaccinazione sperimentale degli iper fragili allettati. L’obiettivo è proseguire su questa strada. Infine – conclude – è doveroso sottolineare come i medici di base stiano vivendo un momento difficile legato alla grave carenza di professionisti. Sono oberati di lavoro».



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