Intermare, dubbi sulla concessione demaniale
Arbatax. La Rsu aziendale preoccupata per l’affidamento dell’area portuale per un tempo limitato
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ARBATAX. Ieri mattina è saltato l’incontro con Saipem e Confindustria sull’Intermare fabrication yard per quelle che sembrano “incomprensioni” fra le organizzazioni sindacali. Nel pomeriggio, la Rsu ha emesso un comunicato parlando di «incognita sul futuro dei lavoratori Intermare sarda e di gara pubblica per assegnare la concessione dei suoli dello stabilimento Saipem».
Per la Rsu, le preoccupazioni dei lavoratori della Saipem (ex Intermare Sarda spa) non accennano a placarsi. E ricorda che Saipem non risulta tra gli operatori inseriti nell’elenco pubblicato dall’assessorato agli Enti locali con le concessioni da rinnovare fino al 2033. La Rsu chiede dunque al Demanio quali siano le ragioni della mancata attenzione verso la realtà industriale più importante del territorio. «Lo stupore pare d’obbligo – viene evidenziato – quando tutte le concessioni che insistono sul porto di Arbatax sono state rinnovate fino al 2033, siano esse riferite a operatori del settore turistico e ricreativo che ad altri settori economici. Chiediamo vengano esposte le ragioni per cui dall’elenco sia stata esclusa Saipem. Né è stato sufficiente per rassicurare i lavoratori il fatto che l’originaria concessione, scaduta a marzo 2020 (già prorogata di un anno causa pandemia) sia stata prorogata per un ulteriore anno, fino a marzo 2022, dal momento che gli impegni di Saipem, con le sole commesse già acquisite, si spingono a dicembre 2022, ben oltre tale scadenza».
Viene ricordato che gli uffici del Demanio hanno optato per il rilascio di una concessione provvisoria fino a marzo 2022 «nell’attesa di indire una gara pubblica per assegnazione a nuovo aggiudicatario». Attualmente non ci sono evidenze della pubblicazione della gara. «Un ritardo – rimarca la Rsu – che i lavoratori ritengono immotivato, difficilmente giustificabile e per nulla trasparente. Ma la conseguenza più importante che temono è che questa situazione potrebbe compromettere l’aggiudicazione di nuovi lavori per Saipem. Ci sono già segnali preoccupanti. Una grossa commessa per la russa Lukoil, di cui pareva pacifica e scontata l’acquisizione, sarebbe stata assegnata alla concorrente Rosetti».
La Rsu è preoccupata «per il silenzio e l’assenza degli enti preposti» e le mancate risposte alle esigenze della maggior realtà industriale ogliastrina». Si schiera a fianco dell’azienda «nello sforzo che la stessa sta mettendo in campo per la soluzione di un’annosa questione, che se non risolta, metterebbe a rischio gli attuali 500 posti di lavoro, tra diretti e indotto». (l.cu.)
Per la Rsu, le preoccupazioni dei lavoratori della Saipem (ex Intermare Sarda spa) non accennano a placarsi. E ricorda che Saipem non risulta tra gli operatori inseriti nell’elenco pubblicato dall’assessorato agli Enti locali con le concessioni da rinnovare fino al 2033. La Rsu chiede dunque al Demanio quali siano le ragioni della mancata attenzione verso la realtà industriale più importante del territorio. «Lo stupore pare d’obbligo – viene evidenziato – quando tutte le concessioni che insistono sul porto di Arbatax sono state rinnovate fino al 2033, siano esse riferite a operatori del settore turistico e ricreativo che ad altri settori economici. Chiediamo vengano esposte le ragioni per cui dall’elenco sia stata esclusa Saipem. Né è stato sufficiente per rassicurare i lavoratori il fatto che l’originaria concessione, scaduta a marzo 2020 (già prorogata di un anno causa pandemia) sia stata prorogata per un ulteriore anno, fino a marzo 2022, dal momento che gli impegni di Saipem, con le sole commesse già acquisite, si spingono a dicembre 2022, ben oltre tale scadenza».
Viene ricordato che gli uffici del Demanio hanno optato per il rilascio di una concessione provvisoria fino a marzo 2022 «nell’attesa di indire una gara pubblica per assegnazione a nuovo aggiudicatario». Attualmente non ci sono evidenze della pubblicazione della gara. «Un ritardo – rimarca la Rsu – che i lavoratori ritengono immotivato, difficilmente giustificabile e per nulla trasparente. Ma la conseguenza più importante che temono è che questa situazione potrebbe compromettere l’aggiudicazione di nuovi lavori per Saipem. Ci sono già segnali preoccupanti. Una grossa commessa per la russa Lukoil, di cui pareva pacifica e scontata l’acquisizione, sarebbe stata assegnata alla concorrente Rosetti».
La Rsu è preoccupata «per il silenzio e l’assenza degli enti preposti» e le mancate risposte alle esigenze della maggior realtà industriale ogliastrina». Si schiera a fianco dell’azienda «nello sforzo che la stessa sta mettendo in campo per la soluzione di un’annosa questione, che se non risolta, metterebbe a rischio gli attuali 500 posti di lavoro, tra diretti e indotto». (l.cu.)
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