Lodè protagonista del romanzo “Annunziata”
di Luciano Piras
L’opera di Maria Maddalena Sposito è ambientata in Messico e nel Parco naturale di Tepilora
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LODÈ. Annunziata è una giovane archeologa di fama internazionale. È impegnata in uno scavo in Messico per conto dell’Università di Oxford. Di lei parlano le testate di mezzo mondo, persino il New York Times. Ha un compito di grande prestigio e una missione da portare a termine: organizzare una squadra di tecnici armati di apparecchiature altamente tecnologiche per sondare i sotterranei di El Castillo, la cosiddetta piramide di Kukulkan. Bastano queste poche pennellate per capire che è una trama alquanto intrigante per un romanzo d’avventura; ancora più avvincente se si pensa che Annunziata è di... Lodè. È Lodè, infatti, che fa da sfondo alla storia, anzi di più, assurge al ruolo di vero e proprio protagonista del libro, “Annunziata”, appunto, tre racconti brevi in successione, nuova opera di Maria Maddalena Sposito. Autoprodotto, attraverso la piattaforma Amazon, il romanzo in tre atti racconta le bellezze della Sardegna, a cominciare da Lodè e dal Parco naturale di Tepilora, con tutte le meraviglie dei dintorni. La mossa vincente di Sposito è proprio questa: fare un viaggio nel mondo, Londra, Città del Messico, con gli occhi di Annunziata che tiene comunque sempre nel cuore la Baronia, la sua terra, la sua gente. «Negli ultimi mesi aveva percorso millenni di storia – scrive Sposito parlando dell’archeologa –: in Sardegna dall’età del Bronzo medio a El Castillo dell’XI secolo; le due civiltà erano separate da circa 3000 anni». Poetessa, pittrice e autrice di diverse opere, di recente ha focalizzato la sua produzione sulle favole (da lei stessa illustrate), e già docente all’Istituto tecnico commerciale Oggiano di Siniscola, Maria Maddalena Sposito stavolta ha voluto sperimentare l’arte delle parole calibrando descrizioni dettagliate, inquadrature veloci, caratteristiche psicologiche con la giusta dose di suspense. Agli ingredienti che fanno l’avventura, la storia e la preistoria, unisce elementi propri del giallo d’autore, a tratti persino del noir. Non mancano i colpi di scena, infatti, che tengono incollata l’attenzione del lettore alla vicenda di Annunziata, impegnata nella sua missione internazionale come pure negli scavi di Araene, sulle tracce di Loddeddu, il pastore scappato con la sua famiglia da Thilameddu, «villaggio situato vicino al fiume Riu Mannu» dove «non rimase anima viva» dopo l’attacco della «musca macchedda». Insomma: leggende, fantasia, storia e storie sono gli elementi base che Maria Maddalena Sposito, lei nata a Cagliari ma da una vita di casa a Siniscola, mescola sapientemente regalando a Lodè e ai lodeini questa prima volta da romanzo.
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