La Nuova Sardegna

Nuoro

«Sul futuro del Consorzio grave sgarbo istiuzionale»

di Giulia Serra
«Sul futuro del Consorzio grave sgarbo istiuzionale»

Macomer. Gianfranco Congiu (Partito dei sardi) punta il dito sull’assessora Pili «Solo formalismi all’incontro voluto dalla Regione: niente delibere o linee guida »

3 MINUTI DI LETTURA





MACOMER. «Ciò che andato in onda nella giornata di venerdì è il punto più basso raggiunto dalla politica regionale nel confronto con gli enti locali e con i territori». Così scrive Gianfranco Congiu, capogruppo della maggioranza macomerese, commentando il sostanziale nulla di fatto emerso dal confronto tra assessorato regionale e amministrazioni locali sul futuro del Consorzio industriale di Macomer, ente impantanato da oltre un decennio in un commissariamento liquidatorio. Un incontro a scatola chiusa per i sindaci di Macomer e Borore, già disponibili al subentro con la fine del commissariamento, chiamati dall'assessora all'industria Anita Pili a partecipare alla riunione senza che fosse loro fornita alcuna anticipazione sulle linee di indirizzo verosimilmente assunte dal governo sardo. Una convocazione che inoltre aveva coinciso, facendola ovviamente slittare, con la data scelta da Antonio Onorato Succu e Sebastiana Carboni per riunire in seduta comune i due consigli comunali al fine di affrontare lo stesso ingarbugliato tema dello stallo prolungato dell'ente consortile. Se l'attenzione era tutta riservata al disvelamento di quelle che sono le scelte in capo alla politica regionale sul futuro del polo industriale macomerese, è chiaro che il mancato pronunciamento in tal senso ha lasciato i protagonisti quantomeno interdetti. Al nodo non sciolto nel merito si è inoltre sommato il comportamento dell'assessora Pili che, dopo aver indetto la riunione, si è limitata a fare una introduzione di cortesia per poi congedarsi, lasciando al funzionario il compito di ascoltare le volontà dei due comuni del Marghine. Il capogruppo Gianfranco Congiu, furente per l'accaduto, ha parlato di sgarbo istituzionale: «L'incontro, promosso dall'assessorato per illustrare le linee guida di una imminente delibera regionale, si è trasformato nel più becero dei rituali protocollari, con l'assessore che taglia il nastro, saluta, tocca le mani e se ne va. Nessuna delibera, nessuna linea guida, nessun indirizzo politico ai tecnici stoicamente e inutilmente rimasti. E questa sarebbe la tanto decantata lealtà istituzionale? – sbotta l'esponente della Giunta Succu –. È questo il modo col quale si riferisce alle comunità locali? Ma con chi pensa di avere a che fare il nostro assessore all'Industria? Quella che è andata in onda ieri è stata solo una deprecabile messinscena che conferma l'inesistenza di una benché minima idea sul futuro di quell'area e svela l'inadeguatezza dell'assessore regionale a ricoprire quel delicato incarico». «Dopo l'assemblea del 21 dicembre abbiamo assistito ad una melina insopportabile da parte dell'assessorato regionale all'Industria e ad un nulla di fatto rispetto ai temi messi in campo dalle amministrazioni locali, dalle parti sociali e datoriali e dalla Camera di Commercio», argomenta il capogruppo macomerese sottolineando che la Regione si era impegnata a dare risposte sulla fine del commissariamento e sul passaggio delle competenze consortili agli enti locali, ma anche a fare chiarezza sul quadro economico finanziario del consorzio di Tossilo, sulla querelle con la Tossilo SpA, sulle misure per la salvaguardia dei posti di lavoro e sull'eliminazione dei conguagli nelle vendita dei capannoni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Sos differenziata

Emergenza plastica, i siti di stoccaggio sono al collasso: stop alla raccolta in decine di Comuni, si rischia il blocco totale – Cosa sta succedendo

Le nostre iniziative