Marcia per la sanità: prima tappa a Sorgono per il “San Camillo”

SORGONO. «Non ci fermeremo finché non otterremo risposte per il nostro ospedale» è il motto del comitato Sos sanità Barbagia Mandrolisai che ha disposto che si andrà ad oltranza con una protesta che...

SORGONO. «Non ci fermeremo finché non otterremo risposte per il nostro ospedale» è il motto del comitato Sos sanità Barbagia Mandrolisai che ha disposto che si andrà ad oltranza con una protesta che ogni mese vedrà coinvolti i cittadini del Mandrolisai, del Gennargentu e della Barbagia in marcia per l’unico presidio ospedaliero del territorio. Domani si svolgerà la prima marcia per l’ospedale San Camillo di Sorgono. Tre cortei si muoveranno contemporaneamente partendo rispettivamente da San Mauro per i cittadini di Samugheo, Neoneli, Atzara, Meana Sardo, Sorgono, Ortueri; dalla località Sa Codina per i cittadini di Tonara, Gadoni, Belvì, Desulo e Aritzo; e da Austis per i cittadini di Teti, Ovodda, Tiana e Austis. Le partenze sono previste alle ore 9, con i tre cortei che confluiranno all’ospedale San Camillo, dove si aprirà un dibattito. A dare man forte al comitato di cittadini anche nomi illustri del calcio, con Marco Sau (attaccante del Benevento) che ha lanciato un appello video invitando la popolazione alla manifestazione. «Il nostro territorio sta morendo – commenta Pina Cui, attivista di Gadoni –. E questa vuole essere una lotta per il Mandrolisai, per il quale dobbiamo mandare il messaggio della coesione territoriale. Penso che qualcosa si riesca ad ottenere. Sia chiaro, la nostra non vuole essere una guerra alla Regione Sardegna, ma semplicemente un modo per ricordare alla Regione che anche siamo figli di questa terra. Tutto il nuorese che in questi anni è stato fortemente depotenziato è figlio della Sardegna. Per questo chiediamo un immediato intervento delle istituzioni che rappresentano anche noi. Barbagia e Mandrolisai, lo sappiamo, sono zone svantaggiate, e per raggiungere l’ospedale di Nuoro occorrono oltre 35 minuti di strada ma sappiamo bene che contro un ictus o un infarto occorre intervenire entro 20 minuti». Così domani, per tutti i partecipanti alla manifestazione, e per i territori che gravitano attorno al presidio ospedaliero, si profila l’inizio di una battaglia silenziosa sotto l’unica insegna del bene di un territorio che ormai da qualche anno viene spogliato dei servizi sanitari. (m.c.)

WsStaticBoxes WsStaticBoxes