La Nuova Sardegna

Nuoro

«Rinvio a giudizio: Fadda si dimetta»

di Sergio Secci
«Rinvio a giudizio: Fadda si dimetta»

Siniscola. L’opposizione chiede il passo indietro del vicesindaco indagato

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SINISCOLA. Un passo indietro politico, ovvero le dimissioni del vicesindaco Marco Fadda dalla giunta dove ricopre il ruolo di vicesindaco e assessore. È quanto richiedono Antonio Satta, Caterina Floris, Carlo Antonio Bidoni, Lucio Carta, consiglieri comunali dell’opposizione dopo il rinvio a giudizio relativo alla vicenda legata a un progetto nell’area portuale. «Premesso di essere venuti a conoscenza dell’episodio dalla stampa del rinvio a giudizio per turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, del responsabile dell’Ufficio tecnico Efisio Pau, e dell’attuale vice sindaco e assessore Marco Fadda – affermano i quattro –. Considerata la gravità delle accuse e dei fatti, chiediamo di sapere se il sindaco intenda promuovere nei confronti del dipendente gli stessi dispositivi adottati in situazioni analoghe nel recente passato per fatti sicuramente penalmente meno rilevanti, con la sospensione pro tempore dall’incarico del funzionario e, per quanto riguarda l’esponente della Giunta, a tutela dell’immagine dell’Ente, chiedere allo stesso un passo indietro politico: le dimissioni o il ritiro delle deleghe. Unitamente al rinvio a giudizio, i Consiglieri comunali sono pienamente consapevoli che la presunzione di innocenza sia, allo stato attuale, la sola certezza. Solo credono che, trattandosi di fatti strettamente legati a un settore dell’Ente seguito da entrambi, e considerate le scelte adottate in passato da parte del sindaco, si chiede di essere conseguente in merito». Per discutere di quanto successo, secondo il regolamento comunale i quattro consiglieri chiedono che entro 20 giorni venga convocato il consiglio comunale o di anticiparne la discussione, inserendo il punto nella prossima riunione che dovrebbe tenersi nei prossimi giorni.

Il vicesindaco Fadda è pronto a rispondere sulla vicenda che lo vede coinvolto: «L’opposizione per l’ennesima volta dimostra la propria pochezza – replica – in realtà sanno bene che il rinvio a giudizio non è una condanna e che non esiste niente che pregiudichi la mia innocenza e soprattutto la mia onestà. Rispetto il ruolo dei consiglieri e quindi non avrò nessun problema a rispondere in consiglio, in quanto certo della mia assoluta innocenza ed estraneità ai fatti. Ciò che dà all’occhio – conclude – è il becero opportunismo politico e il fatto che si cavalchi un presunto illecito per i fini demagogici di campagna elettorale. Hanno sempre dimostrato la loro pochezza come uomini e oggi lo dimostrano ancora di più».

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