Ancora in mostra le opere d’arte degli studenti

Siniscola. Esposizione di pintadere, gallinelle, piatti e ciotole in memoria del torniante Innassiu Casu

SINISCOLA. Inaugurata l’ultimo giorno di maggio, nel salone della biblioteca scolastica, è ancora visitabile la mostra dei manufatti di ceramica organizzata dall’Istituto comprensivo n.1 di via Silvio Pellico. L’evento, che va avanti ormai da diverso tempo in ricordo di thiu Innassiu Casu (il torniante che 20 anni fa trasmetteva la sua arte ai giovani), nel 2020 aveva subito una battuta d’arresto con il sopraggiungere della pandemia.

«I lavori iniziati a gennaio dello scorso anno – spiega il docente di Educazione artistica Augusto Secchi – sono stati quindi ripresi e portati a termine con la seconda e la terza cottura. Di conseguenza hanno lavorato materialmente soltanto i ragazzi della seconda e della terza media. Ma non abbiamo escluso le prime. Loro sono state coinvolte nella progettazione per il futuro». I manufatti? «Ciotole e piatti su tutti, ma con le più svariate modalità di realizzazione – aggiunge Secchi –. Abbiamo impiegato tecniche diverse, da quelle informali alla riproposizione della decorazione sarda attraverso le gallinelle e le pintadere. La nostra è un’esperienza a 360 gradi dato che all’interno del laboratorio mettiamo in pratica elementi di simmetria e matematica».

Esposti anche i lavori realizzati dai bambini della scuola dell’infanzia. «Loro – aggiunge la dirigente scolastica del comprensivo, Antonella Piredda – hanno usufruito di un progetto Pon e, in occasione della giornata mondiale della terra, il 22 aprile scorso, hanno creato i pezzi che compongono l’albero della vita». Esposti anche i pesciolini fatti dai ragazzini della quarta della scuola primaria: piccoli manufatti che arricchiranno le decorazioni già presenti al porto di La Caletta. «Siamo aperti al territorio – conclude Piredda – e valorizziamo questa vocazione anche attraverso un laboratorio molto attrezzato». La mostra è solo il tratto finale di un più ampio lavoro che nasce da un’idea di Diego Asproni e che si ripete ormai da diversi anni. I manufatti iniziano ad essere concepiti durante le ore di educazione artistica, fase propedeutica alla realizzazione vera e propria in laboratorio. Asciugamento, cottura a 950 gradi, pittura e decorazione, cristallina e nuova cottura le fasi successive. Al laboratorio hanno collaborato la docente in pensione Marisa Sistu, la professoressa Arianna Tola, la ceramista Elena Catgiu, il torniante Mario Casu e i collaboratori scolastici dell'istituto. Prezioso, fino a poche edizioni fa, anche il contributo del docente in pensione Gianfranco Meloni.

L’esposizione, nel rispetto delle disposizioni anticovid, è visitabile dal piazzale esterno dalle 9 alle 11.

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