La Nuova Sardegna

Nuoro

Ilbono senza barriere con “Famiglia inForma”

di Giusy Ferreli

Successo del progetto “Vivere a colori” portato avanti da un’associazione per favorire l’autonomia

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ILBONO. La strada per l’autonomia è lastricata di caffè con pasticcini, pietanze bruciacchiate, timori di non riuscire a farcela e tantissime risate. Succede in un grazioso appartamentino di Ilbono preso in affitto dalla neonata associazione Famiglia inForma, costola della storica realtà Ogliastra informa, per sperimentare un percorso che passo dopo passo porti i suoi ragazzi speciali, persone con disabilità intellettive, a gestire in maniera autonoma e indipendente la routine domestica. Il progetto, finanziato con fondi dell’assessorato regionale alla Sanità e del Ministero del lavoro è stato denominato “Vivere a colori”. E di colori sono piene le giornate vissute all’insegna dell’autonomia. Verde e blu sono i colori sgargianti dello smalto che ogni lunedì la ragazze dell’associazione applicano sulle unghie dopo la manicure. Rossi sono i bicchieri che abbelliscono la mensa. Tre, invece, sono i gruppi che si alternano nella gestione dell’appartamento i cui componenti sono stati scelti dai responsabili dall’associazione sulle base delle caratteristiche di ogni ragazzo. Il lunedì è il turno di un gruppo tutto al femminile: Daniela, Veronica, Giovanna e Melania. Dopo l’imperdibile attività fisica nella palestra dell’ex Enaip a Lanusei ci si ritrova in casa e ci si dividono i compiti: Melania innaffia i fiori, Giovanna prepara il caffè, Daniela e Veronica mettono a posto gli ultimi acquisti per la casa. Poi ci si siede per una pausa e per raccontare gli aneddoti di queste prove tecniche di indipendenza che prevedono tra l’altro la pulizia degli ambienti e le immancabili lavatrici. «Decidiamo cosa fare da mangiare e qualche volta facciamo qualche piccolo disastro» è il racconto che si sofferma sul primo disastro, accaduto in occasione dell’inaugurazione del progetto. «Abbiamo infornato il pistoccu con l’olio per accompagnare l’aperitivo e lo abbiamo fatto bruciare». Il tempo scorre velocemente e arriva l’ora di pranzo. Ma il frigo piange. «Oddio, abbiamo solo una lattuga, dobbiamo fare la spesa». Le ragazze decidono il menù, fanno la lista, e vanno a fare le compere. Si cucina. È una bella giornata. Elisabetta, l’operatrice che accompagna il gruppo in questo percorso, propone di mangiare in veranda. Detto fatto: si apparecchia all’esterno, si serve la pasta al sugo e l’insalata, si chiacchiera e, terminato il pranzo, si lavano i piatti. Nel frattempo c’è chi elenca le medaglie e chi parla delle sue doti culinarie, chi racconta del sentimento sbocciato in associazione. La giornata, vissuta a colori, volge al termine. Si fa merenda e si torna a Lanusei nella sede dell’associazione, ognuno a casa. «Per 8 mesi la casa di via Roma ci permetterà di portare avanti attività di vita indipendente che vanno oltre i progetti di autonomia sviluppati durante i vari laboratori di Ogliastra Informa dive tutto è già organizzato sin nei minimi dettagli» spiega Laura Ferreli, assistente sociale e coordinatrice di Famiglie informa. Non finisce qui. «Le abilità acquisite nella nuova quotidianità vengono riproposte in casa, con le famiglie» sottolinea Rita Concu a capo dell’associazione. «Questo – conclude la presidente – per noi è un grande risultato».

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