nuovo caso
Movida violenta a Istiritta ancora una rissa tra giovani
di Alessandro Mele
NUORO. In città ormai il Bronx è in pieno centro. Non c’è più pace nel quartiere di Istiritta, nell’omonima via poco distante dalla centralissima chiesa delle Grazie. Un altro episodio di violenza, l’...
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NUORO. In città ormai il Bronx è in pieno centro. Non c’è più pace nel quartiere di Istiritta, nell’omonima via poco distante dalla centralissima chiesa delle Grazie. Un altro episodio di violenza, l’ennesimo dall’inizio dell’anno, ha coinvolto circa venti giovanissimi nel cuore della notte tra sabato e domenica. Immediato l’intervento delle forze dell’ordine, anche se restano ancora da chiarire le dinamiche dell’episodio, in queste ore al vaglio degli inquirenti. Tristi spettatori di un’altra notte insonne, sono stati ancora una volta i residenti della via, divenuta il fulcro della movida giovanile in città, non certo “sana”. Tra gli abitanti di Istiritta, famiglie ed anziani ostaggio di weekend da bollino rosso diventati ormai routine, anche questa volta qualcuno ha voluto riprendere la scena dal proprio balcone. Immagini diffuse di telefonino in telefonino per tutta la giornata di ieri: scene da far west che ancora una volta lasciano una Nuoro senza parole, quasi disarmata. Istantanee chiarissime che mostrano l’abbondante superamento dei limiti di una classica scazzottata tra ragazzi. «La paura è sempre più grande – affermano alcuni residenti di via Istiritta – per noi ma anche per l’incolumità di questi giovani. Quello che è avvenuto in questo fine settimana è gravissimo: gruppi rivali che reagiscono con violenza non solo sferrando pugni e calci ma usando cinte, bicchieri di vetro contro gli avversari. Quale sarà il prossimo passo? Non lo vogliamo neanche immaginare». E ancora: «È arrivato il momento di dire basta – dicono i residenti a gran voce –. Noi qui non siamo più sicuri. Abbiamo più volte chiesto alle istituzioni di proteggerci e tutelarci, ma ciò che è stato fatto non è servito a nulla. Vogliamo che il prefetto Luca Rotondi ed il sindaco Andrea Soddu adottino provvedimenti ancor più significativi, anche se ci rendiamo conto che la prima vera istituzione che dovrebbe attivarsi, sono le famiglie di questi ragazzi, ormai senza controllo».
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