Artigianato artistico, se ne parla al Gal
di Federico Sedda
Orotelli. Primo incontro programmatico per lo sviluppo del settore in Barbagia
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OROTELLI. Si svolge oggi, nella sede del Gal Barbagia, il primo incontro di animazione per illustrare i contenuti del programma “Rete degli artigiani di Barbagia”: un progetto nato nell’ambito del bando “Costruire la rete degli artigiani del territorio”, promosso dal Gal Barbagia presieduto dall’imprenditore di Oliena Paolo Puddu e finanziato con 45mila euro. L’incontro pubblico, che avrà inizio alle 17.30, è organizzato da Confartigianato Nuoro Ogliastra, capofila del progetto. L’evento è rivolto soprattutto alle imprese artigiane del settore artistico dei sette comuni che fanno parte del Gal barbaricino: Fonni, Mamoiada, Oliena, Orani, Orgosolo, Orotelli, Ottana. Le imprese interessate a partecipare all’incontro potranno farlo anche a distanza richiedendo il link a confartigianatonuoro@tiscali.it, oppure contattando direttamente l’associazione di categoria al numero 0784 1830101.
La rete degli artigiani della Barbagia è costituita da 15 partner di progetto tra i quali, oltre a diverse imprese artigianali con sede nei comuni dell’area Gal, figurano anche il museo Nivola di Orani e il Distretto culturale del Nuorese. Quello di oggi è il primo appuntamento promosso da Confartigianato Nuoro Ogliastra per discutere le attività del programma con i rappresentanti delle imprese artigiane espressione dell’artigianato artistico. Un settore, quello artistico, fortemente legato al turismo e il cui valore aggiunto, prima del Covid, sfiorava i cento milioni di euro, per un giro d’affari export di oltre 30 milioni. La pandemia ha fortemente danneggiato il comparto artigianale artistico che ora vuole ripartire, pubblicizzando i propri prodotti per accedere a nuovi mercati.
«L’artigianato artistico – sottolinea il segretario di Confartigianato Nuoro Ogliastra, Pietro Mazzette – rappresenta un grande patrimonio culturale ed economico per la sua capacità di essere un pezzo unico e su misura, il cosiddetto pezzo fatto ad arte, emblema del gusto, della creatività e dell’unicità del prodotto made in Barbagia. Per la nostra provincia il prodotto artistico rappresenta un’enorme risorsa creativa e reattiva contro l’omologazione del gusto, in difesa della memoria e dell’identità».
Le imprese che parteciperanno al programma della rete degli artigiani saranno chiamate anche a realizzare un marchio di riconoscimento, una sorta di doc made in Barbagia, in modo da garantire l’identificabilità del territorio di provenienza e promuovere la visibilità dei prodotti anche attraverso le vetrine virtuali nelle quali proporre le proprie lavorazioni.
La rete degli artigiani della Barbagia è costituita da 15 partner di progetto tra i quali, oltre a diverse imprese artigianali con sede nei comuni dell’area Gal, figurano anche il museo Nivola di Orani e il Distretto culturale del Nuorese. Quello di oggi è il primo appuntamento promosso da Confartigianato Nuoro Ogliastra per discutere le attività del programma con i rappresentanti delle imprese artigiane espressione dell’artigianato artistico. Un settore, quello artistico, fortemente legato al turismo e il cui valore aggiunto, prima del Covid, sfiorava i cento milioni di euro, per un giro d’affari export di oltre 30 milioni. La pandemia ha fortemente danneggiato il comparto artigianale artistico che ora vuole ripartire, pubblicizzando i propri prodotti per accedere a nuovi mercati.
«L’artigianato artistico – sottolinea il segretario di Confartigianato Nuoro Ogliastra, Pietro Mazzette – rappresenta un grande patrimonio culturale ed economico per la sua capacità di essere un pezzo unico e su misura, il cosiddetto pezzo fatto ad arte, emblema del gusto, della creatività e dell’unicità del prodotto made in Barbagia. Per la nostra provincia il prodotto artistico rappresenta un’enorme risorsa creativa e reattiva contro l’omologazione del gusto, in difesa della memoria e dell’identità».
Le imprese che parteciperanno al programma della rete degli artigiani saranno chiamate anche a realizzare un marchio di riconoscimento, una sorta di doc made in Barbagia, in modo da garantire l’identificabilità del territorio di provenienza e promuovere la visibilità dei prodotti anche attraverso le vetrine virtuali nelle quali proporre le proprie lavorazioni.
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