Il piccolo Leone con mamma e papà partecipa al salvataggio di una tartaruga a Cala Luna e le dà il nome: Leonessa

Il bambino entusiasta incitava i genitori e il conduttore del gommone, Giovanni Me, che aveva notato al largo la tartaruga, un avvistamento non frequentissimo, mentre galleggiava in evidente difficoltà e tentava di nuotare su un lato. E' stato accertato che l'animale aveva ingerito plastica

DORGALI. Eccezionale salvataggio in mare da sicura morte, di uno straordinario esemplare di tartaruga Caretta Caretta nel Golfo di Orosei, davanti a Cala Luna. L'animale, che è stato chiamato Leonessa, la cui età è stata stimata sui cinquant'anni, carapace di circa un metro, dal peso di circa 70 chili, sta bene e verrà sottoposto alle cure del caso. C'è voluto uno sforzo incredibile per poterla issare a bordo dell'imbarcazione della società Escursioni Cala Gonone che poi si è diretta al porto di Gonone dove c'erano i militari della locale guardia costiera, la Forestale di Dorgali e La Caletta, che hanno trasportato la tartaruga al Centro di recupero del Sinis delle tartarughe e dei mammiferi marini.

Cala Gonone, fanno una gita in gommone e salvano una tartaruga marina di 65 chili che aveva ingerito plastica

E' successo nel primo pomeriggio di ieri. Il giornalista della Nuova Sardegna Federico Spano con la moglie Giusi Casada e il figlioletto Leone, in villeggiatura nella frazione marina di Dorgali, stavano facendo rientro da una mini crociera lungo le coste di Baunei e Dorgali a bordo di un gommone della Escursioni Cala Gonone. «Siamo andati verso Cala Luna quando il conduttore del gommone, la guida ambientale Giovanni Me, ha notato che al largo c'era una tartaruga, un avvistamento non frequentissimo, che galleggiava con evidente difficoltà nuotando su un lato. Provava a immergersi ma tornava immediatamente a galla per prendere aria - racconta Spano -. Il tutto con un mare abbastanza mosso con onde di almeno ottanta centimetri. Non sapevamo cosa fare. Abbiamo subito avvisato la Capitaneria di porto di Cala Gonone e soprattutto il Centro di recupero delle tartarughe marine del Sinis, Isola di Maldiventre, che ci ha dato le giuste indicazioni per poterla recuperare a bordo».

«Se non avessimo fatto così - sottolinea Giovanni Me - sarebbe morta sicuramente o centrata da qualche imbarcazione perché non riusciva a immergersi».

«È stata una lotta incredibile - continua il giornalista de La Nuova Sardegna -, e solo grazie alla caparbietà di Giovanni, abbiamo legato attorno al carapace un asciugamano e con l'aiuto di mia moglie, in tre l'abbiamo issata a bordo. Quindi l'abbiamo bagnata in continuazione fino ad arrivare al porto di Cala Gonone». Importantissima la presenza del piccolo Leone che con il suo incitamento a "non mollare" ha contribuito al salvataggio, anche dando il nome alla tartaruga. Che infatti è stata chiamata "Leonessa" in suo onore, ma anche per come ha lottato per sopravvivere.

L'animale, che si è trovato in difficoltà per aver ingerito plastica, è stato caricato a bordo di un mezzo della Forestale della Caletta, messa in sicurezza e con la giusta quantità di acqua a disposizione per fare il viaggio fino al bivio di Macomer per un rendez vous con i il personale della clinica del Sinis, dove resterà fino a che non sarà completamente ristabilita.

«L'Ispettore Superiore della Forestale, Roberto Falzetti, ha sottolineato: «Siamo d'accordo con il dottor Brundu dell'Area Marina Protetta del Sinis Maldiventre che si prenderà cura dell'animale. Erano tanti anni che non trovavamo una tartaruga di tali dimensioni». Una storia a lieto fine e per Leone un'avventura da raccontare.

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