attentato
Sorgono, bomba nella notte a tre distributori di bibite
di Michela Columbu
SORGONO. Un incendio e un forte boato hanno fatto sobbalzare alle quattro di ieri mattina i residenti di via IV Novembre a Sorgono. Nella strada principale, prosecuzione della Statale 128, proprio...
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SORGONO. Un incendio e un forte boato hanno fatto sobbalzare alle quattro di ieri mattina i residenti di via IV Novembre a Sorgono. Nella strada principale, prosecuzione della Statale 128, proprio nei pressi della chiesa parrocchiale e del Banco di Sardegna tre distributori automatici dell’attività Shop 24, di proprietà di un desulese, sono andati completamente distrutti. Al momento non è chiaro se all’incendio sia seguito uno scoppio, o se il boato, presumibilmente generato da un ordigno, abbia dato origine al rogo. Sulla vicenda sono in corso gli accertamenti dei carabinieri della Compagnia di Tonara, intervenuti al momento del rogo con gli uomini delle caserme di Sorgono e Ovodda, guidati dal capitano Marco D'Angelo assieme ai vigili del fuoco di Sorgono che hanno spento le fiamme e messo in sicurezza lo shop. Ora dovranno occuparsi di stabilire cosa abbia generato le fiamme. Ai militari del Nucleo operativo e radiomobile, invece, il compito di indagare per stabilire con certezza quella che per ora sembra l'ipotesi più plausibile, ossia se dietro il rogo c’è una mano criminale che con la complicità della notte, ha voluto mettere a segno un attentato contro l’attività commerciale dove era possibile acquistare bibite e alimenti. Nel paese nemmeno l’impianto di videosorveglianza può essere d’aiuto perché i lavori per l’installazione di diverse videocamere, annunciati qualche settimana fa, grazie a un progetto del Comune per la sicurezza, non sono ancora partiti. «Purtroppo non possiamo disporre ancora di questo importante strumento – commenta Mario Carta, commissario straordinario che amministra il paese da ottobre scorso – poiché ancora non sono stati avviati i lavori. Confidiamo però nel lavoro delle forze dell’ordine per stabilire la dinamica e individuare i responsabili di quello che sembra essere un vero e proprio atto criminale. Da parte mia e per il ruolo che mi compete non posso che essere solidale con i gestori dello shop e con la comunità stessa».
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