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Oliena. Polemica sull’apertura del primo home restaurant

Oliena. Polemica sull’apertura del primo home restaurant

OLIENA. A Oliena nasce il primo home restaurant ma l’apertura e i piatti succulenti che qui piacciono e pure tanto non sono andati giù in Calabria. Da queste parti ha telefonato sdegnato, annunciato...

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OLIENA. A Oliena nasce il primo home restaurant ma l’apertura e i piatti succulenti che qui piacciono e pure tanto non sono andati giù in Calabria. Da queste parti ha telefonato sdegnato, annunciato azioni legali e poi scritto un comunicato stampa Gaetano Campolo Ceo di Home restaurant hotel, una realtà con oltre 300 associati in più di 70 città italiane. Campolo punta il dito sulla struttura di Oliena perché a suo dire avviata in assenza delle autorizzazioni e comunicazioni necessarie, in primis in questura. Accusa rispedita al mittente. «Il signor Palimodde ha potuto avviare il suo home restaurant, attività che svolgerà per 2/3 giorni alla settimana, in forma episodica, rispettando quanto le norme oggi in Italia prevedono per l’avvio dell’home restaurant, nonostante il grande buco legislativo. E lo ha fatto grazie ai consigli dei consulenti della rete del “Fatu in domo”. Ha comunicato il 14 giugno comunicazione alla questura di Nuoro con Pec certificata e, anche se non richiesto, è possessore dell’attestato dell’haccp e di regolare abitabilità del locale domestico adibito a home restaurant. Forse l’unico torto del signor Palimodde è non essersi associato all’associazione calabrese, che si è inserita a gamba tesa su una libera iniziativa di un cittadino sardo, consentita dallo Stato italiano, creando non pochi danni d’immagine», spiega Veronica Matta presidente dell’associazione Sa Mata che ha guidato i ristoratori in questo percorso in collaborazione con il Comune. «Non mi sono mai piaciute le cose improvvisate ed è per questo che quando abbiamo deciso di aprire l’home restaurant abbiamo voluto seguire i consigli dell’associazione Sa Mata e del progetto Fatu in Domo e soprattutto le direttive nazionali del ministero dell’Interno che contano senz’altro più della conoscenza di qualsiasi responsabile amministratore. Noi siamo tranquilli sicuri di aver seguito le regole vigenti» ha concluso Cenceddu basito per una polemica “gratuita e fuori luogo».

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