allarme in baronia
Medico va in pensione, rischia di chiudere il Serd di Siniscola
SINISCOLA. «Stiamo tornando indietro di 50 anni con le persone in sofferenze a causa dell’abuso di alcol, droghe e gioco che rischiano l’assistenza e il ritorno all’emarginazione». Giovanni Canu, del...
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SINISCOLA. «Stiamo tornando indietro di 50 anni con le persone in sofferenze a causa dell’abuso di alcol, droghe e gioco che rischiano l’assistenza e il ritorno all’emarginazione». Giovanni Canu, del Cat di Budoni, è preoccupato per la paventata chiusura del Serd di Siniscola a causa del prossimo pensionamento di un medico. A Siniscola e nei paesi limitrofi tra Centro d’igiene mentale e Serd, sono oltre mille le persone seguite con diversi gradi e tipi di diagnosi mentre si registrano tantissimi casi di depressione anche fra i giovani. Numeri altissimi che necessiterebbero di personale di rinforzo ma invece non si riesce nemmeno a sostituire chi va in quiescenza. «La Regione si occupi di predisporre per tempo la sostituzione presso il Serd del medico specialista che a breve andrà in pensione al fine di scongiurare la chiusura del servizio» dicono i consiglieri regionali del Pd Roberto Deriu e Giuseppe Meloni, che hanno presentato un’interrogazione alla giunta Solinas. «Tutta la Sardegna fa i conti con troppe situazioni di disagio causate dalla carenza di medici – denunciano i due –. In alcuni territori tali situazioni hanno raggiunto livelli insopportabili per i cittadini che sempre più spesso si sentono abbandonati dalle istituzioni e frustrati nella loro domanda di sanità». Al Serd di Siniscola, l’unico medico specialista operativo andrà in pensione a breve e la mancanza di tale figura professionale comporta l’impossibilità per il servizio di funzionare impedendo il proseguo delle cure terapeutiche. «Risulta necessario – spiegano i dem – predisporre per tempo la sostituzione dello specialista considerato che l’eventuale chiusura comporterebbe per tanti pazienti un rischio molto elevato di interruzione dei trattamenti e conseguente ripresa delle patologie. L’assessore alla sanità ci dica – concludono “se sono in corso iniziative per consentire la sostituzione di questa fondamentale figura professionale». L’interrogazione è stata sollecitata dal club di Budoni «essendo il primo a vivere il disagio devastante che si verrà a creare una volta con la mancanza della figura del medico specialista» dice Giovanni Canu. «Devo dire che la responsabile del Serd di Nuoro ha messo a disposizione la sua struttura e il personale per sopperire all’imminente disagio – conclude – ma è chiaro che le persone che hanno sofferenze difficilmente potranno recarsi a Nuoro e di conseguenza graveranno ulteriormente sulle famiglie». (s.s.)
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