omicidio di Orotelli
Il 40enne resta in cella, il Riesame rigetta l’istanza della difesa
NUORO. Il tribunale del Riesame di Sassari ha rigettato l’istanza di revoca o sostituzione della misura cautelare presentata dai difensori di Gian Michele Giobbe, gli avvocati Lorenzo Soro e Mario...
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NUORO. Il tribunale del Riesame di Sassari ha rigettato l’istanza di revoca o sostituzione della misura cautelare presentata dai difensori di Gian Michele Giobbe, gli avvocati Lorenzo Soro e Mario Pittalis. Il 40enne di Orotelli, indagato per l’omicidio dello zio di 72 anni, Esperino Giobbe, trovato morto nella sua azienda agricola il 17 ottobre dello scorso anno, resterà, dunque, in carcere. L’allevatore era stato arrestato il 9 giugno scorso, quando i carabinieri della compagnia di Ottana avevano dato esecuzione alla misura cautelare emessa dal gip del tribunale di Nuoro, Claudio Cozzella, su richiesta del pm Andrea Ghironi.
A carico del quarantenne sarebbero stati raccolti «elementi gravi, decisivi e concordanti» sul movente e sulle modalità dell’agguato. Inoltre, era stata l’ultima persona, quel giorno, ad essere stata vista con lo zio. Ad aggravare la posizione dell’allevatore, la traccia di sangue riconducibile al Dna della vittima, rinvenuta su uno degli scarponi, sottoposti al “luminol” e successivamente consegnati al Ris di Cagliari per accertamenti biomolecolari. Gocce ematiche che sarebbero finite sulla tomaia dello stivale del 40enne, per gocciolamento e non per sfregamento. Secondo i risultati dell’esame autoptico eseguito dal medico legale Vindice Mingioni, Esperino Giobbe era stato ucciso con almeno 15 colpi sul capo e sull’addome, inferti con un oggetto contundente, forse una spranga di ferro.
Il movente del delitto, è stato individuato dagli inquirenti in un contesto di dissidi familiari nati per la gestione di alcuni terreni nelle campagne di Sa Serra. Per l’omicidio di Esperino Giobbe è indagato anche un altro nipote e cugino dell’arrestato. (k.s.)
A carico del quarantenne sarebbero stati raccolti «elementi gravi, decisivi e concordanti» sul movente e sulle modalità dell’agguato. Inoltre, era stata l’ultima persona, quel giorno, ad essere stata vista con lo zio. Ad aggravare la posizione dell’allevatore, la traccia di sangue riconducibile al Dna della vittima, rinvenuta su uno degli scarponi, sottoposti al “luminol” e successivamente consegnati al Ris di Cagliari per accertamenti biomolecolari. Gocce ematiche che sarebbero finite sulla tomaia dello stivale del 40enne, per gocciolamento e non per sfregamento. Secondo i risultati dell’esame autoptico eseguito dal medico legale Vindice Mingioni, Esperino Giobbe era stato ucciso con almeno 15 colpi sul capo e sull’addome, inferti con un oggetto contundente, forse una spranga di ferro.
Il movente del delitto, è stato individuato dagli inquirenti in un contesto di dissidi familiari nati per la gestione di alcuni terreni nelle campagne di Sa Serra. Per l’omicidio di Esperino Giobbe è indagato anche un altro nipote e cugino dell’arrestato. (k.s.)
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