Nuoro: «Noi gestori dei bar, vittime della malamovida a Istiritta»
Kety Sanna
Il titolare del “Moritz Bistrot” non accetta di sentirsi responsabile del fenomeno. «A causa della situazione il fatturato del mio locale è calato dell’80 per cento»
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NUORO. L’ultima rissa risale a qualche settimana fa. Gruppi rivali di giovani violenti si erano affrontati nel rione di Istiritta, preso ancora una volta in ostaggio dalla rabbia folle dei vandali che si era scatenata sotto gli occhi dei residenti. Con filmati erano state riprese le scene che documentavano lo stato di degrado della zona centralissima della città, finiti poi su internet e nelle mani degli inquirenti. Adesso, però, a sentirsi penalizzati, e soprattutto discriminati dalla “malamovida”, che da qualche tempo caratterizza le notti insonni del quartiere, sono alcuni titolari degli esercizi commerciali, che non ci stanno ad essere additati come responsabili di quanto avviene in strada a causa delle risse tra baby gang. «Il mio locale era un luogo di ritrovo per giovani, famiglie e anziani – dice in particolare Antonello Morittu, proprietario del “Moritz Bistrot” –. Ora invece risento della situazione che si è venuta a creare dopo il lockdown. Per far fronte alla riapertura nel rispetto delle regole, mi sono organizzato con uno staff che conta quattro buttafuori – aggiunge – ma neppure questo è servito ad evitare che le notti di follia di questi gruppi di giovinastri ricadessero sul mio lavoro. Ho sempre rispettato gli orari (anche quando c’era ancora il coprifuoco ndr) e accolto all’interno del mio locale il numero di persone consentito, impiegando una persona solo per far rispettare la fila per i servizi igienici».
Antonello Morittu, 18 anni di esperienza alle spalle acquisita lavorando in giro per l’Italia e all’estero, dice non aver mai vissuto una situazione come questa. Il barman parla di disagio giovanile, di manifestazioni di violenza in risposta a un malessere legato a uno stallo culturale e sociale che occorre affrontare. L’argomento è finito più volte al centro del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato dal prefetto Luca Rondoni, con l’intento di dare una risposta alla città e incutere tranquillità ai residenti. «È la politica che ha il dovere di trovare la soluzione al problema» sottolinea il barman. «Io non posso pensare di intervenire a dieci metri dal mio locale per sedare le risse in strada – continua convinto –. Nel primo episodio, la notte del 6 marzo scorso, se non fosse stato per le telecamere del mio locale che hanno ripreso ogni attimo dello scontro, avrei pagato io per tutti. Ho dovuto dimostrare che il locale era chiuso. Quella sera la mia ragazza si era pure beccata un pugno da parte di quei balordi, e alcune delle nostre sedie erano state danneggiate. Avevo consegnato i filmati alle forze dell’ordine, da me chiamate perché intervenissero». Antonello Morittu che un anno fa aveva rilevato il locale all’angolo tra via Istiritta e via Veneto, e dopo averlo ristrutturato lo aveva riaperto come bar/paninoteca/griglieria, spera solo che la situazione cambi al più presto. «Non siamo stati tanto fortunati – dice con rammarico – perché appena abbiamo inaugurato l’attività è arrivata la pandemia. Quando abbiamo potuto riaprire ci siamo rimboccati le maniche per farci conoscere: abbiamo ingranato, ma questi ultimi episodi ci hanno spezzato le gambe». «Ultimamente – continua Morittu – abbiamo registrato un calo del fatturato dell’80 per cento. La gente ha paura. Noi abbiamo paura, e ci siamo sentiti abbandonati». «Abbiamo bisogno di aiuto – conclude il titolare del “Moritz Bistrot” – e per ritrovare la serenità perduta, servirebbero controlli costanti».
Intanto Prefettura e Comune hanno iniziato a mettere in atto le misure per contrastare il fenomeno, con un aumento delle forze in campo nelle zone più delicate della città.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Antonello Morittu, 18 anni di esperienza alle spalle acquisita lavorando in giro per l’Italia e all’estero, dice non aver mai vissuto una situazione come questa. Il barman parla di disagio giovanile, di manifestazioni di violenza in risposta a un malessere legato a uno stallo culturale e sociale che occorre affrontare. L’argomento è finito più volte al centro del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato dal prefetto Luca Rondoni, con l’intento di dare una risposta alla città e incutere tranquillità ai residenti. «È la politica che ha il dovere di trovare la soluzione al problema» sottolinea il barman. «Io non posso pensare di intervenire a dieci metri dal mio locale per sedare le risse in strada – continua convinto –. Nel primo episodio, la notte del 6 marzo scorso, se non fosse stato per le telecamere del mio locale che hanno ripreso ogni attimo dello scontro, avrei pagato io per tutti. Ho dovuto dimostrare che il locale era chiuso. Quella sera la mia ragazza si era pure beccata un pugno da parte di quei balordi, e alcune delle nostre sedie erano state danneggiate. Avevo consegnato i filmati alle forze dell’ordine, da me chiamate perché intervenissero». Antonello Morittu che un anno fa aveva rilevato il locale all’angolo tra via Istiritta e via Veneto, e dopo averlo ristrutturato lo aveva riaperto come bar/paninoteca/griglieria, spera solo che la situazione cambi al più presto. «Non siamo stati tanto fortunati – dice con rammarico – perché appena abbiamo inaugurato l’attività è arrivata la pandemia. Quando abbiamo potuto riaprire ci siamo rimboccati le maniche per farci conoscere: abbiamo ingranato, ma questi ultimi episodi ci hanno spezzato le gambe». «Ultimamente – continua Morittu – abbiamo registrato un calo del fatturato dell’80 per cento. La gente ha paura. Noi abbiamo paura, e ci siamo sentiti abbandonati». «Abbiamo bisogno di aiuto – conclude il titolare del “Moritz Bistrot” – e per ritrovare la serenità perduta, servirebbero controlli costanti».
Intanto Prefettura e Comune hanno iniziato a mettere in atto le misure per contrastare il fenomeno, con un aumento delle forze in campo nelle zone più delicate della città.
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