La Nuova Sardegna

Nuoro

Nuova crisi economica in arrivo alla biblioteca

di Francesco Pirisi
 Nuova crisi economica in arrivo alla biblioteca

Il Comune chiede alla Regione di fare dietrofront sulla Fondazione Satta Ma l’amministrazione locale è da cinque anni che non paga la propria quota

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NUORO. Dopo lo scontro pubblico l’amministrazione municipale ha iniziato a tessere un’azione politica per riportare in città la titolarità di biblioteca Satta e università. Ma non si esclude anche un percorso giurisdizionale, con un ricorso contro la legge, che a maggio ha modificato assetti di governo e soprattutto guida dei due enti culturali nuoresi. «Se la Regione ritorna sui propri passi, bene, altrimenti saremmo costretti a rivolgerci alla giustizia amministrativa», è la voce che filtra dalla giunta del sindaco Andrea Soddu. L’obiettivo è di modificare la legge cosiddetta del “super staff” del governatore Christian Solinas, nella quale a maggio è stato introdotto l’emendamento che sposta dal Comune e dalla Provincia alla Regione il baricentro del governo della “Satta” e di UniNuoro, anche se i vecchi titolari continueranno ad avere un proprio rappresentante.

Tra le novità anche l’ingresso in società delle università di Cagliari e Sassari. Per il momento la norma – decorsi 15 giorni dalla pubblicazione nel Buras – è efficace e consente, insieme, anche l’avvio dell’iter per la trasformazione dei due consorzi in altrettante fondazioni, che è l’altro cambiamento introdotto dalla nuova disciplina. Quattro mesi il termine fissato, durante il quale ci potrebbero essere tuttavia dei contraccolpi di carattere economico, in modo particolare nella gestione del Consorzio di pubblica lettura. Perché la Regione nell’assumere la guida s’impegna anche a garantire l’intero contributo necessario per il funzionamento. I soldi però dovrebbero arrivare solo nel momento in cui le pratiche legate alla trasformazione della figura giuridica e degli asseti saranno concluse. Nello stesso tempo però non si può confidare per intero sul sistema di approvvigionamento economico passato, da parte dei vecchi titolari. Il Comune, che per statuto deve contribuire per circa 290mila euro, dal 2016 ha pagato un paio di acconti da 100mila, e poi ha chiuso la borsa. Certo anche perché non ricca, viste le sofferenze patite dal suo bilancio. Ma tra le motivazioni dell’interruzione del flusso il fatto che già la riforma degli enti locali del 2016 aveva previsto il passaggio della titolarità della biblioteca alla Regione. Così com’è successo nei mesi scorsi. Ma nella prima vicenda il Comune era riuscito a far stralciare la norma e mantenere così, con la Provincia, la competenza sulla gestione dell’ente, che significa innanzitutto poter nominare il presidente. Mentre ha continuato a garantire la propria quota la Provincia (254mila), così come la Regione, che ha aggiunto altri 280mila euro annui ai 207mila, che costituivano il contributo storico per il funzionamento della “Satta”. L’emendamento tanto contestato è stato approvato nel consiglio regionale da una maggioranza trasversale, nonostante provenisse dal consigliere dell’opposizione Pd, il nuorese Roberto Deriu. Nel motivare la sua scelta, Deriu ha parlato di «un nuovo assetto che garantirà stabilità gestionale e finanziaria ai due enti e maggior qualità della struttura complessiva, considerato che per la prima volta ne saranno parte le università di Cagliari e Sassari».

Tesi respinte dagli amministratori del comune capoluogo, che col sindaco Soddu hanno giudicato l’atto «un furto con destrezza e un attacco all’autonomia e alle prerogative degli enti locali». Tanto che è già iniziata da tempo l’azione diplomatica per smontare per la seconda volta la norma e fare in modo che Nuoro, con i suoi due enti territoriali, più importanti possa decidere in modo indipendente sul governo istituzionale e soprattutto scegliere le figure da mettere a capo della “Satta” e della sede universitaria.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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