Sindia dopo l’incendio parte la corsa al foraggio

Mille ettari di campagna andati in fumo. Ma il paese non si arrende e reagisce La solidarietà di pastori e Coldiretti. «E serve un gruppo di Protezione civile» 

SINDIA. Nonostante siano già trascorsi alcuni giorni dall’incendio che ha divorato più di 1000 ettari di pascolo nelle campagne di Sindia, l’assessore comunale Angelo Zedda si mostra ancora scosso: «È stato tremendo, per riuscire a salvare il fieno che era all’esterno, e per mettere al riparo alcuni mezzi, ho corso rischi enormi. Le mucche, terrorizzate da fiamme e fumo, hanno buttato giù un muro di recinzione e hanno trovato scampo in un tancato vicino. Ma ho perso un vitello e trenta balloni di foraggio, e subito danni alla copertura e ai muri del fienile. Devo dire grazie a mio zio e a un amico che mi hanno aiutato, altrimenti non so come sarebbe andata a finire».

Per Angelo Zedda il disastroso incendio di lunedì pomeriggio deve servire da monito e da insegnamento: « Sono convinto, e il mio pensiero è condiviso dagli altri amministratori, che sia fondamentale riuscire a creare un gruppo di protezione civile locale composto da persone motivate e preparate, che conoscano il territorio alla perfezione e che in caso di necessità siano in grado di intervenire in maniera rapida ed efficace. La rapidità negli interventi, e una buona organizzazione, in casi come questo ma non solo possono fare davvero la differenza».

Un altro allevatore, Gabriele Daga, ha visto andare in fumo i pascoli di Monte Giuandalu, a ridosso della strada statale 129 bis, ma si considera fortunato: «Tutto il bestiame si trovava in un’altra parte dell’azienda. Se fosse stato in questo ovile difficilmente si sarebbe salvato a causa del propagarsi delle fiamme e del fumo, che ha reso l’aria irrespirabile e ostacolato le operazioni di spegnimento». Come tanti in paese, anche Gabriele Daga ritiene che la matrice dell’incendio dei giorni scorsi, partito dalla zona del nuraghe Santa Barbara, non sia riconducibile al mondo agropastorale: «Appiccare fuoco in questo periodo è deleterio: i primi a rimetterci siamo noi allevatori, costretti a far fronte alle perdite del pascolo ricorrendo alle scorte di foraggio riservate ai prossimi mesi. Per le responsabilità occorre guardare altrove». È frattanto partita la corsa a rifornire di foraggio gli allevatori in difficoltà.

Lo conferma Salvatore Cambula, di Coldiretti: «Come federazione Nuoro Ogliastra ci stiamo attivando attraverso il presidente Leonardo Salis e il direttore Alessandro Serra per organizzare una raccolta di foraggio e per riuscire a trasportarlo a Sindia – spiega – Per molti operatori agricoli sindiesi è un momento difficile ed è fondamentale un sostegno concreto ed immediato».

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