«La burocrazia blocca milioni per l’agricoltura»
di Alessandro Mele
La Coldiretti Nuoro-Ogliastra: centinaia di pratiche ferme negli uffici Argea La proposta: auspicabile una convenzione con il personale andato in pensione
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NUORO. Documentazione bloccata e diversi milioni di euro che non vengono erogati a causa di una burocrazia lenta e macchinosa, l’agricoltura del Nuorese e dell’Ogliastra resta ferma al palo. A puntare il dito contro l’Agenzia regionale per il sostegno all’agricoltura (Argea) è la federazione provinciale di Coldiretti Nuoro Ogliastra che, in campo agricolo, denuncia l’esistenza di una serie di pratiche ferme. Pratiche che non riescono ad ottenere il via libera, o altre alle quali vengono applicate riduzioni o sanzioni per motivi che non si riesce a verificare. La cifra dei contributi non erogati è talmente mastodontica che Coldiretti non è neanche in grado di quantificarla: «Sono migliaia le pratiche bloccate, non solo di quest’anno ma anche delle annate precedenti – affermano Leonardo Salis e Alessandro Serra, presidente e direttore di Coldiretti Nuoro Ogliastra –. Talmente tante che è complicato anche per noi sommare i diversi i milioni di euro che ancora non arrivano alle aziende agricole delle due provincie».
E ancora: «Si tratta di una situazione – sottolinea Leonardo Salis – che sta mettendo in serie difficoltà diverse nostre aziende agricole lasciate senza liquidità in un momento che definire difficile è un eufemismo». Le motivazioni che la Coldiretti del Nuorese e dell’Ogliastra snocciola per spiegare ancora meglio il malessere delle aziende agricole sono tantissime: «Per cominciare – spiegano da Coldiretti – non sono stati attivati gli sportelli territoriali come interfaccia con i Centri di assistenza agricola per la verifica delle domande di Politica agricola comune bloccate dalle anomalie. Inoltre, manca un ufficio specifico per la gestione dei contenziosi così come un supporto legale che agevoli l’accesso agli atti, in questo modo, mancano gli elementi per attivare eventuali procedimenti». Anche il personale è ridotto ai minimi termini: «In quattro anni il distretto di Nuoro ha perso quasi il 40 per cento del personale – affermano Salis e Serra –: si è passati da 80 a 50 dipendenti, e dei pochi rimasti alcuni sono ancora in smart working. L’esempio eclatante è quello del distretto di Lanusei: da fiore all’occhiello a cenerentola, sguarnito di personale ha numerose pratiche arretrate. La carenza di personale – proseguono – determina un aumento del carico di domande da istruire e il numero di istruttorie per dipendente, con il conseguente allungamento dei tempi e il rischio di far decadere le domande stesse. Infine, le oltre 250 domande del 2020 della provincie di Nuoro e Ogliastra, risultano inevase, determinando anche l’impossibilità di quantificare le risorse residue per il nuovo bando». Le proposte di Coldiretti Nuoro Ogliastra ad Argea: «Per tamponare le falle nel contingente – suggerisce il direttore Alessandro Serra – sarebbe auspicabile una convenzione con il personale disponibile andato in pensione. In questo modo si garantirebbe lo snellimento delle pratiche e faciliterebbe il percorso formativo di eventuali nuovi assunti. Molte nostre pratiche sono bloccate perché il sistema non incrocia correttamente la consistenza aziendale così come validata dalle foto interpretazioni di Argea, inoltre gli aggiornamenti catastali delle particelle non vengono incrociati correttamente dal sistema informatico in fase istruttoria. L’elenco purtroppo è lungo – conclude – e riguarda diverse misure, tra le quali anche quella sulla cosiddetta "Conservazione delle razze locali minacciate di abbandono”, il 90 per cento delle quali concentrate nella sola Ogliastra».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
E ancora: «Si tratta di una situazione – sottolinea Leonardo Salis – che sta mettendo in serie difficoltà diverse nostre aziende agricole lasciate senza liquidità in un momento che definire difficile è un eufemismo». Le motivazioni che la Coldiretti del Nuorese e dell’Ogliastra snocciola per spiegare ancora meglio il malessere delle aziende agricole sono tantissime: «Per cominciare – spiegano da Coldiretti – non sono stati attivati gli sportelli territoriali come interfaccia con i Centri di assistenza agricola per la verifica delle domande di Politica agricola comune bloccate dalle anomalie. Inoltre, manca un ufficio specifico per la gestione dei contenziosi così come un supporto legale che agevoli l’accesso agli atti, in questo modo, mancano gli elementi per attivare eventuali procedimenti». Anche il personale è ridotto ai minimi termini: «In quattro anni il distretto di Nuoro ha perso quasi il 40 per cento del personale – affermano Salis e Serra –: si è passati da 80 a 50 dipendenti, e dei pochi rimasti alcuni sono ancora in smart working. L’esempio eclatante è quello del distretto di Lanusei: da fiore all’occhiello a cenerentola, sguarnito di personale ha numerose pratiche arretrate. La carenza di personale – proseguono – determina un aumento del carico di domande da istruire e il numero di istruttorie per dipendente, con il conseguente allungamento dei tempi e il rischio di far decadere le domande stesse. Infine, le oltre 250 domande del 2020 della provincie di Nuoro e Ogliastra, risultano inevase, determinando anche l’impossibilità di quantificare le risorse residue per il nuovo bando». Le proposte di Coldiretti Nuoro Ogliastra ad Argea: «Per tamponare le falle nel contingente – suggerisce il direttore Alessandro Serra – sarebbe auspicabile una convenzione con il personale disponibile andato in pensione. In questo modo si garantirebbe lo snellimento delle pratiche e faciliterebbe il percorso formativo di eventuali nuovi assunti. Molte nostre pratiche sono bloccate perché il sistema non incrocia correttamente la consistenza aziendale così come validata dalle foto interpretazioni di Argea, inoltre gli aggiornamenti catastali delle particelle non vengono incrociati correttamente dal sistema informatico in fase istruttoria. L’elenco purtroppo è lungo – conclude – e riguarda diverse misure, tra le quali anche quella sulla cosiddetta "Conservazione delle razze locali minacciate di abbandono”, il 90 per cento delle quali concentrate nella sola Ogliastra».
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