Orgosolo blitz all’alba, caccia a Mesina
Imponente operazione dei carabinieri del comando provinciale di Nuoro. Perquisizioni a tappeto in tutto il paese
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ORGOSOLO. Perquisizioni a tappeto ancora una volta a caccia di Mesina. Ancora una volta a caccia di una qualsiasi traccia che possa portare a Grazianeddu. Ogni pista, ogni ipotesi viene scandagliata in profondità, anche se ultimamente ha preso piedi la pista della Tunisia. L’ex primula rossa, infatti, avrebbe varcato il mare per trovare casa nell’Africa del Nord, dove avrebbe la copertura assicurata da qualche amico fidato. Nessun’altra pista tuttavia viene scartata, evidentemente. Anche la possibilità che Graziano Mesina sia ancora in Barbagia, addirittura senza mai essersi allontanato dai dintorni di Orgosolo, nascosto in qualche casa o in qualche anfratto, viene valutata con attenzione dagli investigatori. Fatto sta che Orgosolo si è così risvegliata, ancora una volta, davanti a un imponente dispiegamento di forze e mezzi dei carabinieri del Comando provinciale di Nuoro, arrivati in paese fin dalle prime luci di ieri mattino.
I militari sono arrivati a Orgosolo alla ricerca del super latitante Graziano Mesina, in fuga dal 2 luglio 2020, dopo che la Corte di cassazione aveva confermato la condanna a 30 anni di carcere per traffico di droga. Centocinquanta militari del Comando provinciale dei carabinieri di Nuoro e dello Squadrone eliportato Cacciatori di Abbasanta, hanno effettuato numerosi posti di controllo e perquisizioni nel centro abitato di Orgosolo, che all’alba si è svegliato col rumore dell’elicottero del 10/o Elinucleo carabinieri di Olbia che sorvolava le case. «L’attività – fanno sapere dal Comando provinciale dei carabinieri di Nuoro – si inserisce nel quadro della prevista intensificazione dei servizi mirati al rintraccio e alla cattura del latitante Graziano Mesina, le cui ricerche proseguono senza sosta». Un comunicato stampa essenziale, senza altri ulteriori dettagli, ma che la dice comunque lunga sull’impegno costante dei carabinieri del comando provinciale di Nuoro a caccia di qualsiasi traccia che possa portare al latitante di Orgosolo.
Le ricerche di Mesina, finito nella lista dei sei latitanti più ricercati d’Italia alla stregua di Matteo Messina Denaro e Attilio Cubeddu, proseguono con dei blitz periodici nel paese barbaricino, da dove l’ex primula rossa del Supramonte si era allontanato poche ore prima che i carabinieri bussassero alla porta di casa per arrestarlo dopo la sentenza della Corte suprema. Da quel giorno di Graziano Mesina si sono perse le tracce. Nonostante le numerose battute, nulla è cambiato. È possibile che le battute di ieri mattina siano partite da qualche segnalazione arrivata ai carabinieri. Certo è che le operazioni andranno avanti serrate sperando di dare una svolta definitiva al caso.
I militari sono arrivati a Orgosolo alla ricerca del super latitante Graziano Mesina, in fuga dal 2 luglio 2020, dopo che la Corte di cassazione aveva confermato la condanna a 30 anni di carcere per traffico di droga. Centocinquanta militari del Comando provinciale dei carabinieri di Nuoro e dello Squadrone eliportato Cacciatori di Abbasanta, hanno effettuato numerosi posti di controllo e perquisizioni nel centro abitato di Orgosolo, che all’alba si è svegliato col rumore dell’elicottero del 10/o Elinucleo carabinieri di Olbia che sorvolava le case. «L’attività – fanno sapere dal Comando provinciale dei carabinieri di Nuoro – si inserisce nel quadro della prevista intensificazione dei servizi mirati al rintraccio e alla cattura del latitante Graziano Mesina, le cui ricerche proseguono senza sosta». Un comunicato stampa essenziale, senza altri ulteriori dettagli, ma che la dice comunque lunga sull’impegno costante dei carabinieri del comando provinciale di Nuoro a caccia di qualsiasi traccia che possa portare al latitante di Orgosolo.
Le ricerche di Mesina, finito nella lista dei sei latitanti più ricercati d’Italia alla stregua di Matteo Messina Denaro e Attilio Cubeddu, proseguono con dei blitz periodici nel paese barbaricino, da dove l’ex primula rossa del Supramonte si era allontanato poche ore prima che i carabinieri bussassero alla porta di casa per arrestarlo dopo la sentenza della Corte suprema. Da quel giorno di Graziano Mesina si sono perse le tracce. Nonostante le numerose battute, nulla è cambiato. È possibile che le battute di ieri mattina siano partite da qualche segnalazione arrivata ai carabinieri. Certo è che le operazioni andranno avanti serrate sperando di dare una svolta definitiva al caso.
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