I roghi fermano il Trenino verde
di Alessandra Porcu
Macomer. Tremila traversine bruciate. Per la coop Esedra perse 1200 prenotazioni e 50mila euro
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MACOMER. Stagione finita. Il Trenino verde che da Macomer arriva a Bosa non effettuerà più nessuna corsa. Almeno per i prossimi mesi. La linea ferroviaria è stata seriamente danneggiata dai roghi divampati nelle ultime settimane tra Marghine e Planargia. Sarebbero due in totale i chilometri compromessi. «Sono stati svariati i punti lambiti dagli incendi – precisa il direttore dell’Arst, Carlo Poledrini –. Proprio ieri i nostri tecnici hanno effettuato un primo sopralluogo sul posto. Terminate tutte le verifiche del caso, serviranno alcuni giorni per stilare un report dettagliato. Solo dopo avremo l’esatta contezza della situazione. Da una prima stima, al momento approssimativa, parrebbe che il numero delle traversine di legno lambite o bruciate dalle fiamme nel week end, che vanno a sommarsi al migliaio già sostituito dopo l’incendio del 13 luglio nelle campagne di Sindia, possa aggirarsi tra le 2 e le 3 mila. Ripeto – sottolinea Poledrini – sarebbe inopportuno riferire dati imprecisi considerato che gli addetti sono ancora al lavoro. Quel che posso garantire con certezza è l’impegno a ripristinare, quanto prima, la funzionalità della strada ferrata. Comprendiamo la preoccupazione e la sofferenza di coloro che su quella tratta hanno investito tempo e denaro. Penso, ad esempio, alla cooperativa Esedra che da anni gestisce il servizio del Trenino verde. Assicuro che cercheremo di ridurre al massimo i tempi e ci attiveremo perché il convoglio riprenda a viaggiare». È fuori di dubbio che saranno necessari alcuni mesi. «La nostra paura – ammette amareggiata la presidente di Esedra, Rossana Muroni – è che se ne impieghino 3 o, nella peggiore delle ipotesi, addirittura 4. Chiediamo con forza che davvero mantengano le promesse fatte e siano capaci di operare il più velocemente possibile. I danni causati dalla mano incendiaria di uomini senza scrupoli sono ingenti. Il mio pensiero, e quello dei miei colleghi, va alle famiglie che hanno perso tutto. Agli allevatori ormai in ginocchio che hanno visto bruciare davanti ai loro occhi aziende, mezzi agricoli, greggi e mandrie. Siamo solidali con loro e, alla stessa stregua, vorremmo che qualcuno lo fosse con noi. Questo è il momento di unire le forze. Di combattere gli uni accanto agli altri la battaglia in nome di un territorio che ha grosse potenzialità». Un appello che sembra essere rivolto ai sindaci dei centri del Marghine e della Planargia dove il passaggio del Trenino, con gli anni, ha creato un vero e proprio indotto. Basti pensare alle degustazioni dei prodotti tipici, dolci o malvasia, e ai pranzi organizzati ad hoc per i turisti. Alle visite guidate alla scoperta dei luoghi più suggestivi che vanno dalla chiesa campestre di Santa Maria di Corte a Sindia al quartiere di Sa Costa a Bosa. «Il nostro fatturato è calato dell’80 per cento – sottolinea Rossana Muroni –. Quest’ennesimo stop forzato significherà perdere tra i 50 e 55 mila euro. 1200 le prenotazioni annullate e nessuno ci rimborserà. Non vogliamo piangerci addosso. Ci rialzeremo come abbiamo sempre fatto anche e soprattutto dopo il Covid. Chiediamo solamente di non essere lasciati soli ad affrontare la ripartenza», questo l’appello accorato della presidente. Orfana del suo fiore all’occhiello, la cooperativa proseguirà con le altre attività. Dal 3 agosto, tutti i mercoledì e i venerdì, spazio a “Tamuli al tramonto” con escursioni notturne nel sito archeologico macomerese. Musica, osservazione guidata del cielo e mamuthones di scena, invece, nella notte di San Lorenzo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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