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cronaca

«Il Comune di Orosei si faccia avanti»

Il Consorzio Cala Liberotto chiede di spostare a Bidderosa il diritto agli usi civici


30 luglio 2021


OROSEI. La modifica delle norme che regolano il trasferimento degli usi civici è stata accolta con soddisfazione dai tanti proprietari di abitazioni nelle frazioni di Orosei. Negli anni scorsi, per sbloccare una situazione che sembrava senza via d’uscita, questi cittadini avevano dato vita al Consorzio Cala Liberotto, che aveva tenuto viva l’attenzione sul problema. Ne parla Francesco Chironi, storico portavoce del consorzio. «La nuova norma apre certamente alla soluzione immediata e definitiva del problema di buona parte della lottizzazione di Cala Liberotto – dice Chironi – e in particolare per tutte le aree oggetto di edificazione precedente all’entrata in vigore della legge 8 agosto 1985, n. 431, la Legge Galasso, che aveva introdotto ulteriori vincoli ambientali all’edificazione in determinati contesti e l’obbligo di concertazione, per il rilascio delle autorizzazioni ambientali, tra Regione e ministeri competenti. Senza alcun dubbio tutto ciò che è stato lottizzato e costruito prima del 1985, già ai tempi fu sottoposto da noi proprietari a ogni tipo di autorizzazione vigente, e può essere mappato, quantificato e liberato dall’uso civico sfruttando la nuova norma, semplicemente trasferendo il gravame civico sull’area Sic già stravincolata e mai più edificabile di Bidderosa».

«Se per le lottizzazioni successive al 1985 – continua Chironi – occorresse una più attenta valutazione di eventuali vincoli o ulteriori norme, si approfondisca e si risolva, ma senza per questo bloccare l’intero processo. E se il Comune di Orosei volesse continuare l’infinito iter del ricorso al Commissario per gli usi civici lo faccia pure, purché senza più costringere oltre 1000 proprietari in assoluta buona fede ad attendere i tempi biblici di questo procedimento. Per 15 anni abbiamo accettato tutto, sinora risparmiando al Comune una causa risarcitoria milionaria in fiduciosa e garbata attesa dei tempi e delle azioni del Comune, insufficienti e totalmente inconcludenti. Non potremo attendere altri 15 anni, questo è certo».

«Confidiamo nel buon senso degli amministratori – conclude Francesco Chironi –, vecchi o nuovi poco importa, ma per evitare il rischio che da domani si faccia nuovamente orecchie da mercante, stiamo già lavorando affinché si possa rendere obbligatoria l’applicazione delle nuove norme in tutti i comuni sottoposti ad accertamento e non in grado di risolvere la situazione nel termine più che congruo di cinque anni, come nel caso di Orosei, anche in caso di ricorso al Commissario». (p.me.)

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