La Nuova Sardegna

Nuoro

L’omaggio teatrale all’opera di Grazia Deledda

di Giacomo Mameli
L’omaggio teatrale all’opera di Grazia Deledda

Perdasdefogu. Al festival letterario in scena un adattamento da alcune opere della vincitrice del Nobel

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PERDASDEFOGU. È stato l'omaggio del festival “SetteSere SettePiazze SetteLibri” a Grazia Deledda nel cui nome, con quello di Antonio Gramsci, si è tenuta l'undicesima edizione della rassegna letteraria foghesina. Prima della presentazione del libro di Noemi Ghetti “Gramsci e le donne” (Donzelli editore) con gli interventi della poetessa Silvia Luminati, il sax di un super Gavino Murgia e un collegamento con Mauricio Lucio Maldonado da La Paz in Bolivia, nel cortile della chiesa preromanica di San Sebastiano è andato in scena “La bambina nuova”, sottotitolo “Tre giorni di lavoro teatrale su Grazia Deledda” per la regia di Bruno Venturi e le scenografie di Sabrina Mereu. Riprendendo brani da alcune opere della vincitrice del premio Nobel – in particolare da “Cosima” e “Canne al vento” – il regista ha schierato un cast eccellente di ragazze e ragazzi che sono diventati Cosima, Sardus, Efix, Marianna Sirca, Elias, Madesani, le sorelle di Grazia, la madre e la nonna. Accolte da applausi a scena aperta, col sole che mandava i suoi raggi sulle tre nicchie con l'albero della vita, sono sfilate davanti ai microfoni, talvolta leggendo il più delle volte recitando a memoria, Denise Carta, Jacopo Carta, Sara Carta, Marco Lai, Margherita Monni, Carlo Porceddu, Eleonora Uceli, Angelica Zucca e Gabriele Zucca con le comparse le “anziane” nelle vesti tutte foghesine (nero e gonne color caffè) le insegnanti Giuliana Lai, Anna Mameli e Monia Mulas. Una delle giovanissime attrici, Margherita, si è esibita in una dolcissima danza sulle pietre del sagrato che emergevano da un prato color fieno sotto due querce secolari. È stata riproposta la vita della grande scrittrice nuorese con le sue tappe sarde tra Nuoro e Cagliari, a Roma, Cervia, all'estero. Il tutto – ha spiegato il regista Venturi – in tre giorni di laboratorio per un totale di diciotto ore di lezione che si sono rivelate efficacissime. «I ragazzi hanno dimostrato un'alta capacità interpretativa – ha aggiunto Venturi – e qualcuno ha confessato di aver capito la grandezza della prima donna Nobel della letteratura italiana». Nel prefestival, sotto piazza Europa, sulla provinciale Nuoro-Cagliari, era stato inaugurato “Angolo Canne al vento”, opera policroma del fabbro Fabrizio Murgia e dell'elettricista Graziano Carta.

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