Liberate altre sei aquile del Bonelli
Bitti. I rapaci sono stati rimessi in libertà nei cieli del parco regionale di Tepilora
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BITTI. Altre sei aquile del Bonelli sono state liberate nei giorni scorsi nei cieli che sovrastano il parco regionale naturale di Tepilora. Si tratta di tre esemplari provenienti dalla Spagna e altrettanti dalla Sicilia che vanno ad impinguare il numero di aquile liberate negli anni scorsi e che ormai si sono spostate in vari areali della Sardegna. A dare la notizia, l’agenzia Regionale Forestas: «L’apertura della gabbia della maxi-voliera di pre-ambientamento è avvenuta quando il sole non era ancora sorto, con i magnifici esemplari che non appena acquisita la libertà, si sono alzatI in volo nell’altopiano di Bitti. La reintroduzione delle aquile, si è resa possibile grazie al progetto “Aquila a-Life”, e nonostante alcuni di questi esemplari siano morti per cause accidentali (cavi elettrici) i rapaci sembrano essersi ambientati bene nell’isola che le ospitava sino agli anni cinquanta del secolo scorso. A seguire il progetto i rappresentanti dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, gli ornitologi del Grefa (associazione ambientalista spagnola che coordina il progetto) e l’Agenzia regionale Forestas. La voliera di ambientamento è stata allestita da Forestas nell’area di Crastazza per permettere loro di ambientarsi e prendere confidenza con l’ambiente circostante, come prevede la metodologia dell’hacking adottata per tutti i rilasci realizzati nell’ambito di tali attività. «Come Parco non possiamo che esprime piena soddisfazione per la liberazione dei nuovi esemplari di aquila di Bonelli – dice il presidenmte del parco Tepilora Giuseppe Ciccolini –. Una specie scomparsa dalla Sardegna e che, grazie al progetto di reintroduzione in cui sono stati individuati i nostri territori come quelli più idonei per la fase di adattamento e di rilascio, ci auguriamo possa ritrovare il suo ruolo fra i tanti rapaci che popolano i nostri cieli». Il territorio isolano si sta quindi confermando luogo ideale per la reintroduzione di queste aquile scomparse da decenni, con un ecosistema fatto di aree umide a valle e di boschi, vallate rocciose e altopiani a monte hanno accolto già una ventina di esemplari.
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