Le ceramiche di Mario Casu da Siniscola al premio di Bosa
di Mauro Piredda
SINISCOLA. Dal tornio alla cottura passando per tutte le tecniche della consolidata tradizione ceramista locale. Mario Casu, ultimo di una dinastia di brocàrios siniscolesi che parte dal bisnonno...
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SINISCOLA. Dal tornio alla cottura passando per tutte le tecniche della consolidata tradizione ceramista locale. Mario Casu, ultimo di una dinastia di brocàrios siniscolesi che parte dal bisnonno Pàulu e arriva a lui passando per il padre Innàssiu, ha deciso di portare “Sa broca de s’isposa” a Bosa. Nelle sale del Convento dei Cappuccini, per la precisione, dove sarà esposta fino al 25 agosto. La brocca è lì dal 7, insieme a una cinquantina di manufatti realizzati da artisti provenienti da tutto il mondo in occasione della prima edizione del premio di arte ceramica "Linguaggi d'autore" dedicato ai fratelli Federico e Melkiorre Melis. La giuria ha scelto queste opere, su oltre settanta realizzazioni di altrettanti partecipanti al concorso. Il tema era libero, come da bando promosso dal Comune, dalla Pro loco, dall’associazione culturale Messy Lab, dal collettivo di ceramica di Torino e dal francese Collectif National des Céramistes.
Quale migliore occasione per partecipare con un pezzo riadattato per l’occasione? «Ho creato questa brocca della sposa – spiega Casu – uscendo dagli schemi convenzionali della tradizione sarda e rivisitandola in ricordo del mio percorso di vita. Il libro Il Piccolo Principe è stato il primo che mi è stato regalato, letto e riletto nel corso degli anni e motivo di mille riflessioni. Un giorno ho avuto l’estro di rappresentarlo in una mia opera, dedicando impegno e lavoro. Ho sempre pensato che un po’ mi rispecchio nel Piccolo Principe perché incontra tanti personaggi da cui impara qualcosa e così mi sento io, ogni persona o artigiano che incontro ha qualche peculiarità che prima o poi torna a rivivere nei miei pezzi». Mario Casu espone lì, insieme ad artisti del calibro di Rachel Grimshaw, inglese, della belga Patty Whouters e dell’italiana Mirta Morigi.
Quale migliore occasione per partecipare con un pezzo riadattato per l’occasione? «Ho creato questa brocca della sposa – spiega Casu – uscendo dagli schemi convenzionali della tradizione sarda e rivisitandola in ricordo del mio percorso di vita. Il libro Il Piccolo Principe è stato il primo che mi è stato regalato, letto e riletto nel corso degli anni e motivo di mille riflessioni. Un giorno ho avuto l’estro di rappresentarlo in una mia opera, dedicando impegno e lavoro. Ho sempre pensato che un po’ mi rispecchio nel Piccolo Principe perché incontra tanti personaggi da cui impara qualcosa e così mi sento io, ogni persona o artigiano che incontro ha qualche peculiarità che prima o poi torna a rivivere nei miei pezzi». Mario Casu espone lì, insieme ad artisti del calibro di Rachel Grimshaw, inglese, della belga Patty Whouters e dell’italiana Mirta Morigi.
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