La Camera di commercio: «Uniti per avere un treno veloce»

NUORO. Scende in campo per il potenziamento della ferrovia in provincia anche la Camera di commercio. In una nota firmata dal presidente Agostino Cicalò, l’ente camerale «si rende disponibile a...

NUORO. Scende in campo per il potenziamento della ferrovia in provincia anche la Camera di commercio. In una nota firmata dal presidente Agostino Cicalò, l’ente camerale «si rende disponibile a sostenere le iniziative che la Regione vorrà attivare per sollecitare il governo nazionale a un impegno tangibile nella realizzazione di una nuova rete ferroviaria, oltreché all’ampliamento di quella esistente». Il riferimento è sia alla creazione dello scartamento ordinario sulla Macomer-Nuoro e sia alla realizzazione della nuova strada ferrata dal capoluogo a Olbia. Obiettivi che fanno parte della vertenza del comitato Trenitalia nel Nuorese e di diverse amministrazioni civiche, che oggi saranno a Cagliari per un sit-in davanti alla sede della presidenza della Regione. Si vogliono giocare sino in fondo le speranze d’inserire i progetti nel piano Pnrr, finanziato con i fondi del Recovery, o in alternativa di ottenere una quota delle risorse specifiche dello Stato. Le stesse ragioni dei cittadini sono quelle che espone il presidente della Camera di Commercio: «Il potenziamento della ferrovia è un’azione indispensabile per consentire alle imprese del Nuorese di connettere merci e persone all’interno di una rete presente in tutti i capoluoghi d’Italia, a eccezione di Nuoro». Cicalò segnala due elementi. Il primo, per spiegare che sono in servizi a creare benessere e vivibilità, e non viceversa: «Alla luce dei dati attuali sulla popolazione, le stime sull’economicità di tali progetti potrebbero non rientrare negli standard previsti, ma le risorse del Pnrr sono destinate proprio al sostegno delle aree più deboli e meno infrastrutturate dell’Ue». Il secondo è come il conto della “serva”, ma che porta ulteriori ragioni: «Le imprese e i cittadini contribuenti del Nuorese – sottolinea Cicalò – pagano le stesse aliquote Ires, Irap e Irpef delle regioni d’Italia economicamente più avanzate. A fronte del loro analogo impegno, non ricevono però i medesimi supporti in investimenti pubblici e infrastrutture». (f.p.)

WsStaticBoxes WsStaticBoxes