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Orune festeggia i 100 anni di Rina Zizi

Orune festeggia i 100 anni di Rina Zizi

Insegnante storica e ultima compagna di scuola dello studioso Antonio Pigliaru

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ORUNE. Grande festa ad Orune per i primi cento anni di Rina Zizi, l’insegnante in pensione nata nel cuore della Barbagia il 21 agosto di un secolo fa ma da qualche anno residente a Olbia. L’anziana insegnante è una donna speciale anche per la storia, essendo l’ultima compagna di scuola vivente del celebre studioso orunese Antonio Pigliaru. Proprio ieri ha festeggiato il suo primo secolo di vita in compagnia della famiglia che ancora oggi guida con orgoglio e che per anni ha guidato col marito, Antonio Maccioni, originario di Ollolai ma sindaco di Orune nel quinquennio che va dal 1960 al 1965. L'insegnamento è un’arte per questa donna a sua volta figlia di due storici insegnanti del paese: Giuseppe Zizi e Speranza Farina. Gli anni dell'infanzia ad Orune l’hanno vista legata a doppio filo alla fanciullezza di Antonio Pigliaru, personaggio del quale Rina Zizi conserva ricordi nitidi.

«Nel nostro gruppo solo lui era maschio, noi eravamo tre donne: io, Anna Meloni e Ofelia Verachi – ricorda Rina Zizi ne “L’infanzia orunese di Antonio Pigliaru” –. Lui giocava con noi, praticamente noi eravamo numericamente più forti e tutte prepotenti, quindi spesso lo dominavamo». Poi la scuola: «Era bravissimo – dice ancora la neo centenaria –, soprattutto in italiano. Era buono d’animo, generoso, un ragazzo semplice, non superbo. A casa sua andavamo a lezione con la madre per l’esame d'ammissione».

Ancora ricordi d’infanzia con lo studioso: «Soprattutto io, Anna e lui – afferma Rina Zizi – trascorrevamo molte ore insieme, i tre inseparabili eravamo noi». Lo studio ha avuto la sua importanza fin dai primi anni. «Babbo, mastru Zizi, ci faceva studiare Dante, brani dei Promessi sposi, il libro Cuore e faceva diversi collegamenti dell'Italiano con la Storia». Educazione e studio ma anche gioco e tempo libero.

«I giochi – ricorda ancora l’insegnate orunese – si facevano in piazza del municipio che era vicina alle nostre abitazioni. Quella era la nostra sala giochi. Ci si ritrovava spesso anche nelle nostre case». Poi l’addio di Antonio Pigliaru alla sua amata Orune, raccontato direttamente dall’ultima testimone vivente di quei giorni tristi per il celebre studioso. «Ricordo che Antonio aveva subito come una specie di trauma quando erano andati a Sassari, perchè era troppo affezionato a Orune, soprattutto a me e ad Anna». Il ricordo di Antonio Pigliaru e della loro infanzia ad Orune, è ben nitido nella mente della neo centenaria Rina Zizi legata a doppio filo alle sue origini e al suo paese natale. (a.me.)

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