Lingua blu, ora i sindaci sollecitano le vaccinazioni

Preoccupazione a Noragugume e Bolotana dopo i focolai nei comuni vicini Allarme tra i pastori mentre le amministrazioni chiedono l’intervento dell’Assl

MACOMER. L’apprensione degli allevatori è palpabile. Il morbo della lingua blu spaventa e non poco. La malaugurata ipotesi che anche nel Marghine possano svilupparsi focolai come quelli già accertati a Ottana e Sedilo fa davvero paura. «Al momento in Comune non è giunta nessuna comunicazione ufficiale da parte della Assl – precisa la sindaca di Noragugume, Rita Zaru –. La situazione parrebbe, dunque, essere sotto controllo e, a oggi, sembrerebbe scongiurata l’ipotesi che il virus abbia infettato qualcuno dei nostri capi di bestiame. Certo è che bisogna navigare a vista e prestare davvero attenzione. Per adesso non sappiamo quando da noi prenderà il via la campagna vaccinale. Restiamo in attesa e confidiamo che questo possa accadere il più celermente possibile».

In una fase così delicata è comprensibile che la soglia dell’allerta venga mantenuta alta. I pastori, in primis, sorvegliano le loro greggi e monitorano le condizioni degli animali. Qualsiasi comportamento e sintomo anomalo viene segnalato agli organi competenti. La diagnosi tempestiva è l’unica arma capace di scongiurare gli effetti più gravi della malattia.

Purtroppo bisogna fare i conti col numero risicato dei medici veterinari. «La carenza di personale – spiega Rita Zaru – ha ritardato i tempi per la profilassi. A quanto parrebbe quest’anno la dose di vaccino da somministrare sarà unica, a differenza dello scorso anno quando era stato effettuato pure il richiamo. La speranza è che quanto prima si mettano in sicurezza le quote di rimonta, ossia i nuovi agnelli».

Nel vicino Bolotana la campagna vaccinale è partita lo scorso 24 agosto. «Anche nella nostra comunità c’è timore – racconta il sindaco, Annalisa Motzo –. La Assl è in contatto con il nostro ufficio di segreteria. Stiamo osservando e verificando i dati in nostro possesso per comprendere quale sia la reale dimensione del fenomeno. È necessario non abbassare la guardia».

Come detto, nei due centri del Marghine si guarda con particolare attenzione a ciò che sta accadendo nei paesi vicini paesi. Il morbo della lingua blu è infatti un nemico subdolo così come lo sono state, e tuttora lo sono, le cavallette. Non bisogna dimenticare che gli sciami di insetti hanno fatto razzia nelle campagne del territorio, mandando in fumo il raccolto e reso quasi impossibile accantonare le scorte di foraggio e mangime per gli animali. Le pecore, spaventate dalla presenza delle locuste, hanno iniziato a produrre meno latte. «La nostra gente deve ancora ricevere gli indennizzi – rimarca Rita Zaru – speriamo di scampare almeno al flagello della blue tongue».

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