Tre tartarughe “aliene” recuperate dalla Forestale a Budoni
BUDONI. Il personale della Base operativa navale di La Caletta - Siniscola del Corpo forestale ha recuperato negli ultimi giorni tre esemplari di tartaruga della specie palustre americana Trachemys...
2 MINUTI DI LETTURA
BUDONI. Il personale della Base operativa navale di La Caletta - Siniscola del Corpo forestale ha recuperato negli ultimi giorni tre esemplari di tartaruga della specie palustre americana Trachemys scripta, con carapace della lunghezza da 18 a 23 centimetri. Il ritrovamento è avvenuto nello stagno di Portu Ainu, nel territorio del Comune di Budoni. Si tratta di una specie aliena inserita nell’elenco delle specie esotiche invasive i cui effetti negativi sono talmente rilevanti da richiedere un intervento coordinato e uniforme a livello di Unione Europea.
Il recupero delle testuggini, effettuato non senza difficoltà da parte del personale forestale, ha una importanza notevole nell’ambito della tutela dell’ambiente naturale e della salvaguardia della biodiversità. Questa specie – precisano i forestali – rappresenta, infatti, una grave minaccia per le tartarughe autoctone e in generale per le comunità acquatiche essendo predatrice di specie animali, tra cui insetti acquatici, crostacei, pesci e anfibi e nutrendosi anche di vegetazione acquatica; è stato riconosciuto inoltre il rischio per la salute umana.
La Trachemys scripta è identificabile per la presenza di due evidenti macchie gialle a mezzaluna ai lati del capo. Sino a qualche tempo fa era liberamente commerciabile come animale da compagnia e la sua presenza è stata segnalata e localizzata anche in alcuni stagni della Sardegna, molto probabilmente dovuta ad esemplari detenuti da privati che sono stati rilasciati volontariamente o sfuggiti accidentalmente.
I tre esemplari sono stati consegnati presso il Centro di recupero della fauna selvatica di Bonassai, individuato come centro di detenzione e confinamento nell’ambito del piano di eradicazione della Trachemys scripta posto in essere dalla Regione Sardegna.
Il recupero delle testuggini, effettuato non senza difficoltà da parte del personale forestale, ha una importanza notevole nell’ambito della tutela dell’ambiente naturale e della salvaguardia della biodiversità. Questa specie – precisano i forestali – rappresenta, infatti, una grave minaccia per le tartarughe autoctone e in generale per le comunità acquatiche essendo predatrice di specie animali, tra cui insetti acquatici, crostacei, pesci e anfibi e nutrendosi anche di vegetazione acquatica; è stato riconosciuto inoltre il rischio per la salute umana.
La Trachemys scripta è identificabile per la presenza di due evidenti macchie gialle a mezzaluna ai lati del capo. Sino a qualche tempo fa era liberamente commerciabile come animale da compagnia e la sua presenza è stata segnalata e localizzata anche in alcuni stagni della Sardegna, molto probabilmente dovuta ad esemplari detenuti da privati che sono stati rilasciati volontariamente o sfuggiti accidentalmente.
I tre esemplari sono stati consegnati presso il Centro di recupero della fauna selvatica di Bonassai, individuato come centro di detenzione e confinamento nell’ambito del piano di eradicazione della Trachemys scripta posto in essere dalla Regione Sardegna.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
